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Bulbarelli sconfitta non cerca scuse: faremo opposizione dura

La candidata ai suoi: «Hanno pesato anche i 5 anni di litigi». Poi lo sfogo: «Io non ho potuto contare su un Benedini o su uno Zaniboni al secondo turno"

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. «Faremo opposizione dura, su questo non c’è dubbio. Mantova ha perso l’occasione per cambiare». Paola Bulbarelli è nel suo quartier generale quando, a poche sezioni ancora da scrutinare, capisce che il risultato del ballottaggio ha premiato l’altro candidato, Mattia Palazzi.

Per la verità , la consapevolezza della sconfitta era già trapelata nello staff che le è stata vicina fin dall’inizio della serata nella sede del comitato elettorale di via Arrivabene , era già apparso chiaro dai primi risultati. Paolo Celada, l’uomo dei conti e delle statistiche, l’aveva capito quasi subito. «Ho recuperato duemila voti in più rispetto al primo turno – dice la Bulbarelli – ma non farò come certi poltici, non dirò che è andata comunque bene».

Fin dall’inizio nella sala dello splendido palazzo di via Arrivabene ci sono diversi candidati della sua civica, gli azzurri Rose e Acerbi a cui si aggiungeranno poi Cavarocchi e Gorgati. Diversi esponenti di Fratelli d’Italia e, più tardi, arrivano anche i leghisti guidati da Simeoni e dalla Cappellari. La diagnosi di tutti è presto detta: «Colpa dell’astensionismo, ha colpito come al solito il candidato del centrodestra».

La Bulbarelli, però, non si ferma a quello. «Ho perso per l’astensionismo, certo – dice – ma anche perché mi sono dovuta battere contro un candidato che aveva iniziato la campagna quasi un anno fa. Inoltre ho avuto a che fare con una Lega alle prese con un forte conflitto interno. E poi, diciamolo, io non ho potuto contare su un Benedini o su uno Zaniboni al secondo turno (riferimento alle comunali del 2010 che portò la vittoria a Nicola Sodano, ndr)». Alla Bulbarelli scappa la frase «mi sono anche sentita sola».

Sta parlando al telefono con Palazzi, difficile capire a cosa si riferisca esattamente. Le chiediamo se i cinque anni di governo di centrodestra hanno influito sul voto. «Ho ripetuto per un mese che io sono un’altra cosa da quell’esperienza – dice – e lo dimostrerò in aula. Di certo mi sono portata addosso cinque anni di litigi politici e soprattutto personali. Ora è importante quello che faremo».

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