Ostiglia dedica a Monicelli il suo teatro

 «Ecco maestro, anche noi ostigliesi, che abbiamo avuto l'onore e la fortuna di conoscerti, ti vogliamo un bene dell'anima». Il sindaco ha appena scoperto la targa che intitola il teatro di Ostiglia a Mario Monicelli, da ieri "Teatro Nuovo Mario Monicelli" e nel suo discorso sottolinea anche «l'atteggiamento di massimo rispetto di fronte alla sua scelta estrema». Un anno fa dallo stesso palcoscenico il sindaco Umberto Mazza aveva conferito la cittadinanza onoraria al maestro regista. Poi la morte improvvisa, tragica. Che aveva lasciato un vuoto, e ieri, nella cerimonia a lui dedicata, è sembrato colmato. L'omaggio particolare ha colto l'essenza della sua persona e della sua opera. Sul grande schermo scorrevano le immagini, mute. Sequenze tratte da 'Un borghese piccolo piccolo' ( '77), 'La grande guerra' ( '69), 'L'armata Brancaleone' ( '66), 'Guardie e ladri' ( '51). Colonna sonora d'eccezione, le musiche originali del trio Stefano Boccafoglia (piano e voce), Marco Remondini (violoncello e sax), Giorgio Signoretti (chitarra elettrica). L'omaggio a Monicelli è onorarlo con le sue pellicole più famose. Gli ostigliesi, purtroppo, hanno perso un'opportunitá. Pochi a teatro. L'occasione era unica. Ascoltare il trio di musicisti che accompagnavano le immagini di un Alberto Sordi ne 'Il borghese piccolo piccolo', e ancora Sordi e Gassman ne 'La grande guerra', con una interpretazione alta di Stefano Boccafoglia de 'La guerra di Piero' di De Andrè. E ancora una riproposizione jazz di 'Un italiano' di Toto Cotugno sulle sequenze de 'L'armata Brancaleone', per finire con note ritmate e quasi ballabili a musicare 'Guardie e ladri', con Totó e Aldo Fabrizi. E chissá, il Premio Ostiglia Mondadori del prossimo ottobre potrebbe riproporre lo spettacolo davvero unico per Ostiglia. Erano attesi i famigliari di Monicelli, assenti per impegni precedenti e in concomitanza con le festivitá. Assicurano la loro presenza a ottobre. «Cittadino onorario Monicelli era sempre stato - ha detto Mazza - ma con quel riconoscimento, un anno fa, abbiamo voluto sottolineare che il grande maestro del cinema italiano era davvero uno dei nostri». In una delle sue ultime interviste, ormai malato, Monicelli aveva detto «Non apetteró la morte in un letto d'ospedale con i parenti che mi portano la minestrina».
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