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Il ciclo di appuntamenti

Alberti a 550 anni dalla morte, il genio svelato in quattro date

In programma due convegni, una giornata di studi e una tavola rotonda. Studiosi di fama internazionale saranno accolti al teatro Bibiena e al Politecnico

GILBERTO SCUDERI
2 minuti di lettura

I prossimi appuntamenti per i 550 anni dalla posa della prima pietra della basilica di Sant’Andrea e dalla morte di Leon Battista Alberti nel 1472, saranno due convegni (uno con concerto), una giornata di studio e una tavola rotonda: ognuno importante, sia per gli studiosi di chiara fama che la città accoglierà, al teatro Bibiena e nella sede del Polo di Mantova del Politecnico di Milano, sia per gli argomenti trattati. E, anche, per le novità che emergeranno.

Non si guarderà solo al passato, ancorché glorioso. Alberti fu infatti un innovatore, come pochi altri nell’imminenza del passaggio dal Medioevo all’Età moderna e dall’Umanesimo al Rinascimento. «Parlare dell’Alberti è una cosa nuova» ha detto Federico Fedel, presidente della Fondazione Centro Studi Leon Battista Alberti, ieri nella sala consiliare di via Roma per presentare l’intero programma insieme a Roberto Navarrini e Livio Volpi Ghirardini dell’Accademia Nazionale Virgiliana, a don Stefano Savoia della Diocesi, a Carlo Togliani del Politecnico e al sindaco Mattia Palazzi.

“L.B. Alberti 550: l’Architetto e la Basilica” è il titolo che racchiude le quattro giornate dedicate al grande architetto e alla sua splendida creatura di pietra e marmo, da lui progettata e realizzata da Luca Fancelli e da altri. A cura della Diocesi e della Soprintendenza, il primo incontro sarà domani al Bibiena con interventi, tra gli altri, di Roberto Capuzzo, don Massimiliano Cenzato, Licia Mari, don Savoia, Eugene J. Johnson, Elena Romoli, Daniela Lattanzi e Monica Nascig, che parleranno della “fabbrica” della chiesa, delle forme liturgiche e architettoniche tra le origini e i restauri, alcuni recenti. Sempre al Bibiena, Fondazione Alberti e Diocesi daranno vita sabato a “Leon Battista Alberti e la città nuova”: le conclusioni della giornata saranno di Fedel e di don Savoia. A oltrepassare le frontiere, mercoledì 26, sarà il Politecnico nella cura degli interventi sugli intrecci culturali in architettura, scambi, interferenze e circolarità della cultura progettuale tra Italia, Spagna e Portogallo: «Alberti veniva contaminato e contaminava» ha detto Togliani, quindi si parlerà di contaminazioni.

Alla tavola rotonda, organizzata nella sede del Politecnico in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia di Mantova, parteciperanno tra gli altri Antonio Pizza dell’Università Politècnica di Catalogna (un confronto tra Italia e Spagna negli anni ’50 del ’900), Ana Tostões dell’Università di Lisbona, José Miguel Rodrigues dell’Università di Porto e Federico Bucci del nostro Politecnico.

Giovedì 27, di nuovo al Bibiena, si terrà il convegno con concerto (con il contributo di Fondazione Bam) curato dall’Accademia Virgiliana e dal Politecnico: tra i relatori Massimo Cacciari. Il concerto dell’Ensemble Mare Nostrum, con direzione di Andrea De Carlo, è della rassegna “I concerti dell’Accademia” a cura di Paola Besutti.

Un altro concerto, il primo novembre (Tutti i santi)alle 20.45, si terrà in Sant’Andrea: per ricordare i religiosi e i laici che nei secoli si sono prodigati per la basilica, verrà eseguito il “Requiem” di Karl Jenkins. Poi il “Laudate Dominum” di Mozart. L’ingresso è libero. 

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