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A Mantova Jazz arriva il Trio Grande: al Monteverdi ecco Vinson, Hekselman e Wood

Giovedì 24 novembre alle 21 all’auditorium di via Conciliazione. E il primo dicembre il quartetto della virtuosa Steph Richards

Giorgio Signoretti
2 minuti di lettura

Mantova Jazz può senz’altro mettere al proprio attivo il divertissement lussuoso del Jazz/Takes Supergroup del pianista Niels Lan Doky e del saxofonista Bill Evans, un concerto dalla scrittura sicuramente leggera ma innervato dallo stellare duo ritmico Darryl Jones-Harvey Mason. Serata estremamente gradita da un Bibiena entusiasta e completamente sold-out.

Il festival si avvia ora alla conclusione con i due eventi progettualmente più cospicui, ricchi di indicazioni e senz’altro più vicini allo spirito esplorativo di Charles Mingus, al cui centenario l’edizione 2022 è dedicata.

Si comincia giovedì alle 21 all’auditorium “Monteverdi” di via Conciliazione con il magistrale sax di Will Vinson, nella cornice del suo Trio Grande, con il folgorante chitarrista Gilad Hekselman e il batterista-bassista Nate Wood, ovvero con la crema del grande jazz dei club newyorchesi.

Originario di Londra, Vinson si è trasferito a New York nel 1999 e si è subito inserito ai piani alti della scena jazzistica più competitiva del pianeta, esibendosi e registrando in una sorprendente varietà di contesti con musicisti propulsivi come Gonzalo Rubalcaba, Kurt Rosenwinkel, Miguel Zenon, Ari Hoenig, Chris Potter, Kurt Elling, Lage Lund, Antonio Sanchez, Aaron Parks, Gerald Clayton, Tigran Hamasyan, Fred Hersch e molti altri.

Vinson è collaboratore di numerosi ensemble di prima grandezza. Tra questi il Gonzalo Rubalcaba Quartet e la Miguel Zenon's Identities Orchestra (con all’attivo altrettante nomination ai Grammy). Ma è soprattutto leader di splendidi gruppi propri. Il formato prediletto da Vinson è sicuramente il trio, a cominciare dal tradizionale e acclamato “OWL Trio”, col bassista Orlando le Fleming e il chitarrista Lage Lund, il cui omonimo debutto del 2013 è stato ricevuto con identico entusiasmo dagli ascoltatori e dalla critica specializzata: “La musica si muove senza sforzo, ogni espressione è meravigliosa" (Downbeat); “OWL Trio è uno di quei dischi che trova potere nell'espressione tranquilla, non nel volume elevato o nell'aggressività” (All About Jazz).

Disco dopo disco, tour dopo tour, il Vinson conquista una limpida reputazione internazionale come leader e come sideman. All About Jazz New York lo descrive come un musicista "con una forza implacabile". Il londinese Time Out lo definisce un "eccitante giovane contralto con un approccio letale alla scrittura e agli assoli".

Se “OWL Trio” è stata la vetrina che ha imposto Vinson all’attenzione mondiale, è il “Trio Grande”, che debutta nel 2018 con lo splendido “It’s Alright With Three” e che vedremo a Mantova giovedì prossimo in formazione per un terzo differente, il progetto che gli permette di esprimere nel modo più indiscusso le sue potenzialità e di mostrare la sua completa maturazione come leader, compositore e strumentista. Hekselman è un chitarrista onnipotente ed intuitivo, capace di estrarre dalla personale poetica di Vinson sia le preziose reminiscenze konitziane, fatte di affascinanti serpenti melodici e di itinerari intervallisticamente sorprendenti, sia le aperture dinamicamente più vigorose.

È proprio per questa complessità di registri e di pensiero improvvisativo, per la varietà espressiva e per l’assoluta bellezza del suono del suo contralto che Vinson ha pochi rivali al mondo, tanto da essere richiesto anche dai più sofisticati songwriter come Sufjan Stevens o Rufus Wainwright, proprio come un tempo accadeva con le voci strumentali di Chet Baker o Stan Getz. Un’occasione imperdibile per gli amanti del grande jazz.

L’ultimo concerto di Mantova Jazz, Festival Roberto Chiozzini, avrà luogo il primo dicembre all’Arci Tom e vedrà sul palco il quartetto della giovane virtuosa canadese della tromba Steph Richards. Per avere ulteriori informazioni chiamare il 348-0072215.

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