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Ornella senza filtri, al Teatro Sociale la vita in musica della diva Vanoni

Ad accompagnarla una jazz band al femminile. E a sorpresa compare sul palco Paolo Fresu

Serena Marchini
1 minuto di lettura
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Ornella e la musica. Le donne. Il teatro. La moda. Il racconto tra vita e arte della gran signora della musica italiana è andato in scena ieri sera al Teatro Sociale di Mantova per la data zero di “La musica e le donne”, nuova tournée in cui la Vanoni è accompagnata da una jazz band tutta al femminile.

Un concerto e un’analisi di sé. Fatta non sul lettino di uno psicologo, ma direttamente sul palco tra canzoni, racconti e riflessioni, in uno scambio continuo con il pubblico che partecipa con calore. Fin dalla prime battute in cui la Vanoni discute con il proprio inconscio: «Non ti voglio ascoltare – scherza – ho un rapporto bellissimo con il mio conscio, quindi tu non rompermi».

Sul palco del Sociale, la Vanoni porta un’atmosfera da jazz club. Con lei ci sono cinque giovani musiciste selezionate dall’amico di lungo corso Paolo Fresu (che a sorpresa salirà sul palco sulle note di “Mi sono innamorata di te”): Sade Mangiaracina (pianoforte e arrangiamenti), Eleonora Strino (chitarra), Federica Michisanti (contrabbasso), Laura Klain (batteria) e Leila Shirvani (violoncello). Tutte vestite in Dior, il più recente amore sartoriale della Vanoni che alla moda, come a tutte le forme d’arte, ha sempre dedicato attenzione. Loro in smoking nero maschile; la protagonista in un abito candido e semplice. Tra brani celebri come “L’appuntamento” e “La voglia, la pazzia”, la Vanoni lascia tanto spazio anche a ironia e leggerezza. «Ci vuole un grandissimo talento per diventare grandi e non adulti – spiega – Bisogna tenersi quel bambino in sé. Non fa male essere leggeri. Si è anche più liberi»

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