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Il ciclone Guzzanti al Teatro Sociale di Mantova: «Preparatevi, vi farò ridere»

Sul palco con Sabina in “Le verdi colline dell’Africa” anche Giorgio Tirabassi. L’autrice punta sull’effetto sorpresa: «Il rapporto col pubblico sarà speciale»

GILBERTO SCUDERI
2 minuti di lettura

La suggestione è totale. Lo spaesamento anche. Non c’è una storia né una scenografia (un po’ c’è) e non ci sono nemmeno i personaggi, che invece ci sono, per forza, altrimenti sarebbe il nulla. L’unica cosa che di sicuro rimane è il pubblico in sala, platea loggia loggione e paradiso. E i due attori sul palco, lei e lui. Che altro si può dire?

Poco perché è tutto top secret. Si può dire che il titolo (contiene le verdi colline africane) è alla Hemingway, mentre in contenuto pare sia alla Peter Handke. Il che è come passare in un fiat dal mare di Cuba alle Alpi della Carinzia, dalla pesca (al pesce spada) alla caccia vietata contro il camoscio o a fare il solletico alle marmotte negli Alti Tauri. E poi ci sono loro due, Sabina Guzzanti e Giorgio Tirabassi, che sembrano Katharine Hepburn e Humphrey Bogart nel film di John Huston “La regina d’Africa”, del 1951, Oscar a Bogie.

Mercoledì alle 21 Sabina Guzzanti porta al Teatro Sociale “Le verdi colline dell’Africa”, spettacolo da lei scritto e diretto, inserito nel cartellone della rassegna Mantova Live Theatre, curata da Shining Production. «È molto, molto liberamente ispirato a Handke, il tema è il teatro» dice Sabina. Che aggiunge: «Qualsiasi cosa si dica, rovina la sorpresa». Bisogna restare sulle generali. «Quello che può interessare, è che fa ridere» si lascia sfuggire l’attrice, che risponde al telefonino mentre sfreccia in auto verso Mantova o non sappiamo dove, intanto Giorgio Tirabassi conversa al telefonino con un altro utente, ma non riusciamo a capire chi sia e di cosa parlano. Anzi, a tratti pare che Giorgio dica qualcosa a Sabina, ma così non è. Sono su binari paralleli, non convergono. Così è se vi pare.

«È molto divertente, al Sociale il rapporto col pubblico sarà speciale e inedito, ma non si può rivelare come sarà». È la storia di due attori tra loro in conflitto sul modo di intendere il mestiere. I due sembrano proprio Charlie e Rose (Bogart e la Hepburn), lui gran bevitore canadese, lei metodista inglese, mentre ne fanno di tutti colori sulla Regina d’Africa (è il nome del battello) con i tedeschi in agguato con la cannoniera che vuole farli colare a picco, siamo nel 1914, prima guerra mondiale. Lasciando da parte il film e anche il Nobel letteratura Handke, lo spettacolo al Sociale è un gioco che ruota intorno a un serissimo confronto sul teatro e la sua essenza.

“Le Verdi Colline dell’Africa” è prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Teatro e Argot Produzioni. È un personalissimo tributo della Guzzanti al testo, provocatorio e dissacrante, di Handke “Insulti al pubblico”, edito in Italia da Quodlibet nel 2020. Handke si lascia alle spalle le abitudini e le strutture della tradizione drammatica, si fa ispirare dalla musica dei Beatles, dalle litanie cattoliche e dalla filosofia del linguaggio del filosofo Ludwig Wittgenstein, suo connazionale.

Biglietti disponibili nei circuiti Ticketone e presso la biglietteria del Sociale oggi (sabato) dalle 10 alle 13, martedì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (tel. 0376 1590869, boxofficemantova@gmail.com) e mercoledì prima dell’inizio dello spettacolo. Platea 36 euro, loggia 28, loggione 24 euro.

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