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La geo-gastro-storia del tortello di zucca, il piatto bandiera mantovano

Una gioiosa demolizione del tortello di zucca. Così è stata nella biblioteca comunale di Curtatone la conversazione di Stefano Scansani sulla geo-gastro-storia del piatto bandiera mantovano. Secondo il giornalista e scrittore, il tortello non è un piatto identitario del territorio, ma un alimento tribale, cioè così intimamente legato alle genealogie delle famiglie, da essere soggettivo: “quello della mia nonna, della mia mamma, è il migliore…”. E oltre tutto – nella sua versione più moderna – assolutamente d’immigrazione per le materie prime: zucca (dalle Americhe), amaretti (semi di albicocche dall’Armenia), mostarda (senape dal nord Africa e vicino Oriente), noce moscata (dalle isole Molucche), semmai pomodoro (ancora dal Nuovo Mondo). Quindi non è immaginabile il tortello nella formula 2022 prima delle scoperte geografiche e dell’apertura delle grandi rotte commerciali. Nonostante il “mondialismo” atto alla creazione di un gusto, ripercorso da Scansani, il pubblico si è simpaticamente accapigliato sulla ricetta vera, la forma autentica, le dosi da manuale, mamme e nonne. La cultura è commestibile.

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