Nepote e la sfida innovazione a Mantova: «Tecnologia sì, ma non solo»

Per cinque anni assessore alla partita nella giunta Palazzi: siamo all’avanguardia. Dalla digitalizzazione del patrimonio artistico al progetto “parcheggi intelligenti”  

MANTOVA. «Quando si parla di innovazione nella pubblica amministrazione, la tecnologia è un pezzo importante ma non l’unico e uno dei principali obiettivi deve essere quello di migliorare i servizi al cittadino». Alla vigilia dell’evento “L’alfabeto del futuro: le nuove strade dell’intelligenza” organizzato per martedì 29 settembre al Bibiena da Gazzetta di Mantova e La Stampa, nessuno meglio di Adriana Nepote può spiegare come e quanto la sfida innovazione riguardi la pubblica amministrazione, lei che negli ultimi cinque anni ha guidato in via Roma un assessorato proprio a questo dedicato (oltre che a università, ricerca e coordinamento ufficio progettazione europea).

«L’innovazione tecnologica può fare molto per migliorare i servizi e sburocratizzare permettendo ad esempio al cittadino di accedere alle pratiche online – spiega – o facilitandone l’accesso ai servizi. Ma innovare significa anche fornire servizi più innovativi ad esempio per le persone anziane, per evitarne l’isolamento soprattutto in questo periodo. E ciò non passa necessariamente attraverso la tecnologia».

Tecnologia che invece si impone quando si parla di smart city: «In questo campo Mantova in cinque anni ha fatto passi da gigante ed è all’avanguardia. Il nostro piano smart city è stato selezionato dalla Commissione europea per l’“Intelligent Cities Challenge” che ci fornirà il sostegno gratuito di un team di esperti in trasformazione digitale e sviluppo sostenibile, inserendoci in una rete internazionale di città già in prima linea su questo fronte». Smart city che significa anche telecamere e parcheggi intelligenti: «Pochissime città hanno la dotazione di telecamere che abbiamo noi per la sicurezza dei cittadini. Inoltre per il parcheggio intelligente è in dirittura d’arrivo il progetto studiato dal corso di laurea di Ingegneria Informatica con i sensori che stiamo sperimentando in corso Pradella: è prevista un’app che consentirà all’automobilista di conoscere in tempo reale la disponibilità dei posti in varie zone della città. Nel campo della mobilità la tecnologia può fare tanto per ridurre il traffico e il suo impatto».

Nepote cita anche il Pums e il Piano per l’adattamento climatico come esempi di strategie innovative che guardano al futuro della città: «Penso anche al tema del trasporto fluviale, del collegamento con il lago di Garda per il turismo o a quello con Venezia, temi su cui bisognerà continuare a lavorare».

Altro esempio all’avanguardia è l’accordo siglato negli anni scorsi per la digitalizzazione del patrimonio artistico di Mantova sulla piattaforma Google Arts & Culture: «Siamo stati i primi a chiudere il progetto tra le tre città scelte e grazie alle nuove tecnologie i luoghi simbolo di Mantova sono oggi visitabili anche a distanza e con un’altissima definizione».

Ma anche lo smart working «a cui siamo stati obbligati ad adeguarci in fretta a causa della pandemia – aggiunge – può diventare una grande opportunità per i dipendenti della pubblica amministrazione, con il rafforzamento della dotazione tecnologica che consenta un accesso a database e contenuti tecnici. È un’occasione per scoprire un nuovo modo di lavorare, ridurre il traffico e coniugare i tempi lavoro-famiglia. Certo serve una gestione oculata, che non lo trasformi in qualcosa totalizzante e non sacrifichi le relazioni umane che anche sul lavoro sono fondamentali».

Ingegnere chimico, con alle spalle una carriera nel mondo industriale nella gestione di progetti e innovazione dei processi, scelta da Palazzi cinque anni fa, Adriana Nepote fa parte della squadra vincente destinata ad essere riconfermata.

Lei per ora non si sbilancia, ma intanto accanto ai progetti avviati e in corso, ne ha in mente già altri: «Penso al tema della cittadinanza e al modo con cui i giovani possono accedere alle informazioni per diventare cittadini consapevoli, cittadini europei». L’innovazione passa anche da qui: dalla comunicazione, magari social, ma buona.