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Greenpeace: l'Ue blocca le regole sugli Ogm sotto pressione degli Usa

L'accusa degli ambientalisti: il parere legale sulle nuove tecniche biotech è stato insabbiato da Bruxelles

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BRUXELLES - Gli ambientalisti accusano: "A seguito di costanti pressioni da parte del governo degli Stati Uniti, la Commissione europea ha chiuso da mesi nel cassetto il parere legale che conferma che gli organismi geneticamente modificati (ogm) prodotti mediante gene-editing e altre nuove tecniche biotech, ricadono nella normativa Ue sugli ogm". A sottoscrivere questa denuncia ci sono Greenpeace, CEO e GeneWatch, sulla base di una serie di documenti interni della Commissione europea, ottenuti grazie alla normativa europea di accesso agli atti.

"In gioco ci sono questioni fondamentali di fiducia dell'opinione pubblica e trasparenza, e la Commissione europea deve agire di conseguenza", afferma Franziska Achterberg dell'ufficio Ue di Greenpeace. L'esecutivo Ue "deve uscire allo scoperto e affermare chiaramente che le tecniche di gene-editing sono ingegneria genetica", afferma Federica Ferrario, di Greenpeace Italia. "I cittadini europei hanno il diritto di essere rassicurati sul fatto che la Commissione applicherà le norme degli ogm a tutti questi prodotti, indipendentemente da come sono stati realizzati", spiega Ferrario.

Secondo quanto riferisce l'organizzazione ambientalista, "i documenti mostrano che le pressioni degli Stati Uniti si concentrano sulle potenziali barriere non tariffarie relative all'applicazione delle norme europee sugli ogm, e suggeriscono che l'Ue dovrebbe ignorare gli standard di protezione per la salute e l'ambiente in materia di ogm, per spianare invece la strada al Ttip", cioè l'accordo commerciale attualmente in fase di negoziazione fra Ue e Usa.