Lo scoiattolo rosso è da anni a rischio: lo scoiattolo grigio, specie aliena, minaccia il suo habitat
Lo scoiattolo rosso è da anni a rischio: lo scoiattolo grigio, specie aliena, minaccia il suo habitat 

Scoiattolo rosso, fate che il futuro non sia grigio

La specie aliena che lo minaccia da anni - lo scoiattolo grigio, proveniente dal Nordamerica - gli trasmette un verme parassita intestinale. Un vero e proprio salto di specie che può avere conseguenze irreparabili, secondo una ricerca italo-belga

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A molti sarà capitata l’inaspettata fortuna di poter osservare un piccolo, ma abile, equilibrista, che si destreggia con disinvoltura nei nostri boschi, balzando tra un ramo e l’altro degli alberi. È lo scoiattolo rosso che, insieme al cugino calabrese (lo scoiattolo meridionale) rappresenta l’unica specie di scoiattolo arboricolo presente in Europa. Questo, per lo meno, sino allo sventurato episodio di fine ‘800 che vide sbarcare in Gran Bretagna, proveniente dal Nordamerica, quello che si sarebbe rivelato il suo peggior incubo: lo scoiattolo grigio. Questa specie, suo malgrado, fu infatti introdotta artificialmente dall’uomo in Inghilterra, prima, e in Italia successivamente, a partire dal 1948.

La competizione tra queste due specie, si fonda sul principio del “furto con destrezza”. Di fatto, quando lo scoiattolo grigio si trova nelle medesime aree dello scoiattolo rosso, sottrae a quest’ultimo le scorte di cibo invernali. È noto infatti, quale tipico comportamento degli scoiattoli, quello di allestire delle dispense, che permettano loro di accumulare cibo per l’inverno, stagione critica per molte specie che si trovano alle nostre latitudini. Sfruttando poi, con parsimonia, queste riserve alimentari per giungere in piena forma in primavera, dando il via alla nuova stagione riproduttiva.

Quando questo meccanismo, perfettamente funzionante, e che ha garantito il protrarsi di generazioni di scoiattolo rosso nel tempo, è stato alterato dalla presenza dello scoiattolo grigio, incautamente indotta dall’uomo, la vita del rosso funambolo dei boschi si è alquanto complicata. L’esito più frequente è la scomparsa di intere popolazioni. Il destino a lungo termine è quello dell’estinzione. Il fenomeno è ormai talmente ben conosciuto da essere d’esempio sui libri di testo scolastici.

Ma se già questo scenario poteva apparire drammatico per lo scoiattolo rosso, una recente scoperta di un gruppo di ricercatori, tra i quali il sosttoscritto, coordinato dall’Università dell’Insubria, in collaborazione con l'Università di Milano e l'Università belga di Anversa, ha permesso di individuare una nuova forma di competizione tra le due specie. La causa? Un parassita che gioca un ruolo importante in questo dualismo competitivo. Il protagonista di questo nuovo episodio è un nematode. Un verme intestinale parassita dal nome vagamente evocativo: Strongyloides robustus. La sua particolarità è quella di essere trasmesso dagli scoiattoli grigi agli scoiattoli rossi, a causa della frequentazione delle medesime aree. Indotti forzatamente dall’uomo a questa condivisione degli spazi con lo scoiattolo d’oltreoceano, gli scoiattoli rossi hanno infatti subito il cosiddetto fenomeno del “salto di specie” (spillover) del parassita. Questo passaggio di un parassita tipico dello scoiattolo grigio allo scoiattolo rosso, crea una situazione di nuova e artificiosa coesistenza ospite-parassita, che è causa di perturbazioni di delicati equilibri dinamici.

Il confronto tra popolazioni di scoiattolo rosso in presenza di scoiattolo grigio, e di popolazioni di solo scoiattolo rosso, ha dimostrato infatti che l'infezione da parte del verme parassita, introdotto con lo scoiattolo grigio, provoca una significativa riduzione dell’attività degli scoiattoli autoctoni. Non che lo scoiattolo rosso sia naturalmente immune da parassiti. Normalmente è presente una sola specie di elminta gastrointestinale (Trypanoxyuris sciuri), che si è coevoluta insieme a questo mammifero arboricolo, raggiungendo un equilibro che ne garantisce la pacifica coesistenza. Le alterazioni, derivanti dal salto di specie del parassita, inducono una marcata riduzione delle attività degli scoiattoli rossi, e quindi dell’efficienza di foraggiamento. In ultima analisi sono una ulteriore causa di rischio per la sopravvivenza delle popolazioni dello scoiattolo euroasiatico.

Per lo scoiattolo rosso la situazione “naturale” è quella di essere l’unico mammifero arboricolo diurno, insieme al già citato scoiattolo meridionale, presente nelle nostre foreste e nei nostri boschi. Ma quando una specie aliena, come lo scoiattolo grigio, occupa questi habitat, agisce come un vero e proprio fattore ambientale di stress, incidendo sulla sopravvivenza dello scoiattolo nativo e alterando, di conseguenza, anche le funzioni degli ecosistemi forestali. Questa nuova ricerca completa quella risalente a due anni fa, che ha messo in luce come gli scoiattoli grigi possano anche causare un aumento dello stress fisiologico nello scoiattolo euroasiatico (misurabile  attraverso le concentrazioni di ormoni steroidei, chiamati glucocorticoidi).

Una nuova scoperta, quella del ruolo dei parassiti veicolati attraverso le specie aliene, che ci permette di comprendere meglio i meccanismi, complessi e articolati, di impatto delle specie introdotte artificialmente dall’uomo.

Se non si provvederà per tempo a risolvere questa preoccupante situazione di presenza dello scoiattolo grigio, rischieremo di assistere, nel giro di pochi anni, all’estinzione delle popolazioni autoctone di scoiattolo rosso. Una responsabilità che sarebbe difficile da giustificare...

*Zoologo, università dell’Insubria
 

 
 
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