La Capitale della “monnezza”? Ora basta

(lapresse)
Come denuncia Rossella Muroni, a Roma la situazione della gestione dei rifiuti da parte è così insostenibile che siamo ormai alla rivolta del popolo
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Nella Capitale della ‘monnezza' la situazione è così insostenibile che siamo ormai alla rivolta del popolo. Dopo i 40 del Comitato di Quartiere di Settebagni – la zona di Roma dove sono nata e cresciuta e che mai avevo visto precipitare così in basso - che per i gravi disservizi e disagi nella gestione Ama dei rifiuti hanno visto riconosciuto il diritto ad essere rimborsati di una parte della Tari, anche Cinquina è pronta alla class action.

Per le strade del quartiere del Municipio III i bidoncini per la raccolta porta a porta dei rifiuti non si vedono quasi, sommersi da buste della spazzatura e scatoloni. Sembra quasi una discarica a cielo aperto e i rifiuti lasciati per giorni in strada emettono miasmi insopportabili. Tanto che i residenti sono costretti a tenere chiuse le finestre per la puzza, a non usare terrazzi e balconi e, neanche a dirlo, a stare lontani anche da parchi e giardini. Una sporcizia e un fetore che attirano topi blatte, persino cinghiali.

Insomma se i romani speravano di aver toccato il fondo con l'estate del 2019, abbandonino rapidamente ogni speranza: anche per quest'anno si annuncia un agosto di passione, tra miasmi a disservizi.

Lo testimoniano i cumuli di rifiuti che si avvistano con sempre maggiore frequenza intorno ai cassonetti, sui marciapiedi e anche a bordo strada, in diverse zone della città, dal Prenestino a Borgata Ottavia passando per Tor Bella Monaca, Cento Celle, Casilina, Appio Tuscolano, Settebagni, Cinquina. La recente lettera della direttrice dell'Ufficio rifiuti del Campidoglio, Laura D'Aprile, all'Ama in cui si contestano cumuli di spazzatura per le strade della città e si annuncia la decisione di coinvolgere la polizia locale nella segnalazione in tempo reale delle situazioni problematiche, come il sequestro di una parte del Tmb Ama di Rocca Cencia dimostrano che la Capitale è di nuovo nel caos rifiuti. E con la prospettiva di un fermo per manutenzione all'impianto di Rocca Cencia, che normalmente riceve 700 tonnellate di rifiuti al giorno, si capisce che manca poco a una nuova crisi per la Capitale.

I gravi disagi e disservizi nel servizio di raccolta e le lacune di quello per il trattamento dei rifiuti romani erano stati stigmatizzati di recente dal Commissario europeo con delega all'Ambiente Virginijus Sinkevicius in una intervista a Euractiv. Per non parlare degli anni prigionieri della puzza passati dai cittadini del III Municipio a causa del Tmb di via Salaria, chiuso di fatto dall'incendio del dicembre 2018.  

Dopo quasi due anni da quelle fiamme, dopo l'avvio di una Cabina di regia presso il Ministero dell'Ambiente, alla quale partecipano sia il Comune che la Regione, ancora non si vede la luce in fondo al tunnel. E sono sempre più urgenti un piano per uscire dall'emergenza e una strategia di lungo periodo che dia soluzione stabile ai problemi strutturali della gestione dei rifiuti romani, tenendo conto delle indicazioni e dei target delle normative europee.

Necessario anche un progetto per recuperare la fiducia dei cittadini, far crescere la differenziata, aumentare i servizi di raccolta porta a porta e realizzare gli impianti che servono per la corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Che non significa nuove discariche o inceneritori, ma impianti per la gestione della frazione umida, impianti per il recupero e il riciclo, centri del riuso. Perché l'economia circolare non può essere solo uno slogan ma va realizzata a partire da una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.

Sogno una Roma capace di ridurre a monte la produzione degli scarti, di recuperare materiali e di trasformare i rifiuti in una risorsa. Come fanno le altre città d'Europa. Ma per questo servono collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti e la visione per trasformare la città da capitale della 'monnezza' a Capitale europea… Nel frattempo i cittadini delle borgate chiedono indietro i soldi non potendo veder restituita la propria dignità.

*ecologista, deputata di LeU