Raccolta differenziata di carta e cartone, Italia virtuosa nel 2019

Con 100mila tonnellate in più rispetto al 2018 si supera quota 3,5 milioni di tonnellate differenziate dai cittadini con un pro-capite di 57,5 kg/ab. È quanto è emerso dalla 25° edizione sul Rapporto Annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia. Dal blog pianetadelleidee.altervista.org
2 minuti di lettura

Con 100mila tonnellate in più rispetto al 2018 si supera quota 3,5 milioni di tonnellate differenziate dai cittadini con un pro-capite di 57,5 kg/ab. È quanto è emerso dalla 25° edizione sul Rapporto Annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia.
Per la prima volta, nel 2019, viene superata la soglia dei 3,5 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolti in modo differenziato e riciclati con un incremento del 3% sull'ultimo anno e di quasi due volte e mezza rispetto al 1998. Se confrontate con i dati del 2018, sono oltre 100mila le tonnellate in più, pari alla raccolta di un'intera regione come le Marche.

Questo incremento trova spiegazione in due diversi fattori: da una parte l'impegno dei cittadini nel fare la raccolta differenziata; dall'altra una filiera efficiente – quella del riciclo – sempre attiva, anche durante il lock-down, che si conferma settore essenziale per il Sistema Paese.
Non solo la raccolta differenziata di carta e cartone viene fatta di più, ma anche meglio. Infatti, il Rapporto mette in evidenza il miglioramento qualitativo dei materiali a base cellulosica avviati al riciclo. L'incidenza delle impurità nella raccolta differenziata di carta e cartone svolta dalle ”famiglie« torna sotto la soglia del 3%. Mentre si confermata l'eccellente qualità delle raccolte sui circuiti ”commerciali«. Sono dati rilevanti essendo la qualità all'origine essenziale per garantire valore lungo la filiera e assicurare il riciclo efficiente della carta e del cartone.

Analizzando i dati nazionali relativi al riciclo degli imballaggi cellulosici e proiettandoli a livello europeo, si registra un consolidamento della posizione dell'Italia nell'ambito degli obiettivi di riciclo posti dalla normativa europea. Il tasso di riciclo si attesta all'81%, lungo la direttrice che porta agli obiettivi previsti per il 2030 (85%). Ciò conferma come la filiera cartaria sia un comparto trainante dell'economia circolare italiana.

L'incremento è per due terzi merito del Sud (+69mila tonnellate pari a +8,5%), un risultato atteso sulla scia dell'andamento degli ultimi anni. Mentre il Centro (+23mila tonnellate pari a +2,8%) e il Nord (+11mila tonnellate pari a +0,6%) si attestano su un risultato più contenuto e - si può dire - inferiore alle attese, probabilmente da ricondurre a una debole crescita su Roma e alle condizioni di mercato delle materie prime. 

Rispetto al 2018, il Sud supera le 873mila tonnellate portando a 41,8 kg la raccolta pro-capite e superando per volumi raccolti il Centro. A tirare le fila di questa progressione è ancora una volta la Sicilia con un +15,9%, seguita dal Molise (+12,5%) e dalla Calabria (+9,3%). Nel Centro Italia sono state raccolte oltre 841mila tonnellate di carta e cartone per una media pro-capite di 69,0 kg. La Toscana guida gli incrementi con un +4,4%. Malgrado il segno positivo riscontrato in tutte le Regioni, il Centro continua a pagare dazio alle problematiche nella raccolta rifiuti a Roma, che frenano il raggiungimento di risultati in linea con il potenziale. Il Nord Italia conferma il suo primato nella raccolta differenziata di carta e cartone con 1,8 milioni tonnellate. In volumi il maggior azionista è la Lombardia con poco meno di 568mila tonnellate, mentre l'Emilia-Romagna si conferma leader per raccolta media pro-capite con 85,2 kg.

Per quanto riguarda la raccolta congiunta (delle famiglie e dei soli imballaggi raccolti presso utenze non domestiche) la media nazionale del 2019 registra un risultato importante: dopo 3 anni di sforamento il dato medio di presenza di frazioni estranee pari a 2,62% rientra nei parametri stabiliti per la prima fascia qualità (3%).

Scorporando il dato nazionale e osservando il comportamento delle diverse macro-aree si rileva che il Nord (1,68% nella congiunta) migliora nonostante la base di partenza già ottimale. Mentre il Centro e il Sud registrano un generale incremento pur restando al di sopra della soglia dei parametri stabiliti (rispettivamente 3,57% e 3,07% di frazione estranea).