Greta Thunberg contro tutti i politici: "Siete ipocriti"

(ansa)
L'attivista svedese intervistata dal Guardian: "I leader sono felici di fissare obiettivi per decenni a venire, tanto la cosa non li colpisce davvero, ma sussultano quando è necessaria un'azione immediata"
2 minuti di lettura
Greta Thunberg tuona ancora contro i politici del pianeta che, ribadisce, nella sostanza non vogliono affrontare l'emergenza climatica. Intervistata dal Guardian non dice certo cose nuove: punta ancora il suo dito contro i potenti, tutti, anche su quelli  che animano gli appuntamenti internazionali sul tema. E suggerisce loro di affrontare il cambiamento climatico come se fosse una pandemia da coronavirus. Altrimenti, spiega, il riscaldamento globale del pianeta non si potrà fermare. Un'altra strada non c'è. Senza giri di parole, poi, li accusa di ipocrisia: "I leader sono contenti di fissare obiettivi per i decenni a venire, ma sussultano quando è necessaria un'azione immediata. Sì, se si tratta di un obiettivo che è tra 10 anni, sono più che felici di votare perché non questo non li colpisce davvero. Ma quando per ridurre le emissioni si deve decidere qualcosa che abbia un effetto, ora, frenano. E ciò mostra davvero la loro ipocrisia".

Eppure Greta non si dà per vinta. Spera che la pandemia abbia insegnato qualcosa a tutti gli abitanti del pianeta, nessuno escluso: "Possiamo trattare una crisi come si tratta una crisi, come sta accadendo ad esempio per il coronavirus. Un atteggiamento di questo tipo potrebbe cambiare tutto dall'oggi al domani. Quindi la prima cosa che dobbiamo fare è capire che siamo nel pieno di un'emergenza e ammettere che abbiamo fallito - l'umanità collettivamente ha fallito - perché non puoi risolvere una crisi che non capisci".

Insomma, servono decisioni veloci, non proiettate nei decenni a venire. E i vertici istituzionali che portano a questi risultati non servono a molto. Compresa l'assise dell'Onu sul clima, la Cop 26 di Glasgow che sarebbe dovuta cominciare proprio a novembre ma è stata rinviata di un anno causa Covid. Lei non appare delusa di questo rinvio. "Finché non trattiamo la crisi climatica come una crisi, possiamo avere tutte le conferenze che vogliamo, ma alla fine saranno solo negoziati, parole vuote, scappatoie. E greenwashing (ecologismo di facciata, ndr)". Greta non è impressionata nemmeno dagli annunci di nazioni come Regno Unito, Cina e Giappone che si sono impegnate a raggiungere le zero emissioni entro il 2050 o il 2060. "Hanno un significato simbolico, ma se si guarda a ciò che effettivamente queste decisioni includono o, cosa più importante, escludono, allora si comprende che ci sono così tante scappatoie. Se non riduciamo le nostre emissioni ora, quegli obiettivi lontani non significheranno nulla perché i nostri budget per il carbonio saranno finiti da tempo".

"La crisi climatica è solo un sintomo di una crisi molto più ampia, e sto parlando della perdita di biodiversità, la perdita di suolo fertile ma anche la disuguaglianza e le minacce alla democrazia", dice ancora Greta Thunberg. "Non stiamo vivendo in modo sostenibile: siamo arrivati alla fine della strada. Dobbiamo fare tutto il possibile per andare nella giusta direzione. Ottimista o pessimista? Sono solo realista".