Il Fortunale della moda made in Italy, la lana che rispetta ambiente e consumatori

Una startup del Sud che crede nell'economia circolare ed ecosostenibile. E per ogni maglione acquistato l'azienda regala un albero
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Usa e getta. Cambiare sempre, seguire le tendenze. La moda ci impone ritmi serrati. Ma qual è il prezzo che paga l'ambiente? C'è chi, pur lavorando nel campo della moda, ha deciso di andare contro corrente, come un Fortunale, come una tempesta in mare, dove per sopravvivere ci vuole molto coraggio, tanta forza e un pizzico di fortuna.
 
"Fortunale" è una startup del Sud, che crede nell'economia circolare ed ecosostenibile applicata al mondo della moda e propone una linea di maglieria che utilizza pura lana biologica, derivante da allevamenti cruelty-free, e antiche ricette di coloritura.  Un nuovo modo di concepire la moda nel rispetto della natura e nella tutela della salute dei consumatori.
 


Questa storia inizia più di 30 anni fa in Basilicata, dove Mariarosaria Gresia e Vincenzo Aloisio creano una casa di moda. Oggi il figlio, Ivan Aloisio, guida l'azienda di famiglia, che si è trasferita in Puglia: "Ho sempre lavorato in azienda, ho conosciuto il patinato mondo della moda ma ho anche toccato con mano l'inquinamento devastante che produce - racconta -  Ho iniziato perciò una ricerca tra i fornitori per ottenere un prodotto che fosse ottimale sia per il consumatore che per l'ambiente. Ci tenevo alla qualità. Ma la vera molla è scattata quando è nato mio figlio, Jacopo. Ho detto basta, dovevo realizzare un'azienda che guardasse al futuro del nostro pianeta. Mi ha spinto il senso di responsabilità di diventare genitore".
 
Ivan Aloisio 

E così due anni fa, con un crowdfunding per la linea maschile, Aloisio lancia il progetto di "Fortunale": "Avevamo un obiettivo di 15 mila euro e ne abbiamo raggiunti 26 mila euro. Siamo stati selezionati per il Premio speciale QVC Corporate Fast Track nella nona edizione del Premio Gaetano Marzotto e siamo stati inseriti nella web gallery per l'Italia delle best practices del Global Compact Network". E l'anno scorso nasce la linea femminile, con gli accessori.
 
"Uso materia prima di qualità - spiega Ivan Aloisio - come la pura lana biologica, uno dei migliori filati al mondo. La otteniamo da allevamenti in cui le pecore sono rispettate ogni giorno e lasciate pascolare senza pericolosi antiparassitari in prati privi di sostanze inquinanti. Con cure e attenzioni si ottiene pura lana di altissima qualità ".
 

I capi Fortunale sono capi basici con linee morbide, adatti a tutte le stagioni, impreziositi da ricami in contrasto e colorati con la Reseda, la Robbia, l'Indaco... fiori, foglie, bacche e radici: antichi coloranti naturali che conferiscono a capi sfumature uniche. L'idea è quella della "Slow fashion": tutto deve avere una seconda vita. E infatti i maglioni Fortunale sono riciclabili fino all'80 %, il packaging è una scatola di cartone riciclato, il cartellino è un porta auricolari e la velina interna è una piccola opera d'arte che esalta la Puglia, realizzata dall'artista Francesco Ferrulli.
 
E non finisce qui: per ogni maglione acquistato l'azienda regala un albero, perché "per quanto un'azienda voglia essere green ha sempre un costo per l'ambiente. Gli alberi sono la nostra forma di compensazione", dice Aloisio. Il numero dell'albero viene ricamato sul maglione, così chi lo indossa diventa portavoce del progetto. Un progetto che ha anche una valenza sociale. I primi 600 melograni sono stati donati alla Cooperativa Sociale Semi di Vita che si occupa del reinserimento lavorativo di giovani disagiati in un terreno confiscato alla mafia.
 

In questi giorni Fortunale lancia il suo Green Friday con l'iniziativa "Diamoci una maglia", un modo di reinventare le promozioni, chiedendo ai clienti di inviare un vecchio capo e offrendo uno sconto per l'acquisto di un maglione Fortunale. I capi verranno riciclati e forniranno nuova fibra a basso impatto ambientale e i clienti saranno protagonisti nello scegliere la moda sostenibile.  "Proviamo a rimanere sempre fedeli alla nostra scommessa di un'economia circolare e ecosostenibile", conclude Aloisio.