Caccia, l'Ue mette al bando le munizioni di piombo nelle zone umide

Un milione di uccelli acquatici muore per avvelenamento da piombo ogni anno. Con il bando europeo ora i Paesi avranno 24 mesi per adeguarsi, i cacciatori potranno utilizzare solo cartucce in acciaio
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Morire per le conseguenze indirette della caccia. È la sorte che l’Unione europea risparmierà a molti uccelli, vietando l’uso dei pallini di piombo in tutte le zone umide dei suoi Stati membri. Respinte le obiezioni dell’estrema destra, il Parlamento europeo ha approvato la messa al bando e autorizzato la Commissione a introdurre i nuovi regolamenti entro il 2020. È la risposta a una vera emergenza: un milione di uccelli acquatici muore per avvelenamento da piombo ogni anno; mentre milioni di uccelli selvatici si contaminano senza morire, come i rapaci o come quel 40% di cigni che presenta livelli elevati di questo metallo nel sangue.

I singoli Paesi avranno 24 mesi per adeguarsi, i cacciatori potranno utilizzare solo cartucce in acciaio. Le alternative esistono da tempo e, perciò, questo è un primo passo che porterà verso l’eliminazione graduale di tutte le munizioni tossiche. L’Agenzia europea delle Sostanze chimiche sta vagliando misure per limitare l’uso del piombo anche nei pesi da pesca, con l’intenzione di arrivare a vietarlo totalmente. Diversi studi scientifici supportano tali decisioni.

Per il Wildfowl and Wetlands Trust, l’avvelenamento da piombo avrebbe indebolito le difese immunitarie degli uccelli selvatici, facilitando la diffusione di malattie come l’influenza aviaria. La professoressa Debbie Pain, ricercatrice emerita nell’Università di Cambridge, ricorda che i pallini inquinano l’ambiente in generale e in maniera cumulativa. I danni, cioè, peggiorano via via. Anche il Wwf lancia l’allarme nel report “Cartucce avvelenate”, sottolineando che – sebbene si tratti di un metallo altamente tossico, bandito da numerosi prodotti – si rilasciano tra 1.400 e 7.800 tonnellate di piombo l’anno solo nelle zone umide del continente.

Il report calcola anche il danno economico: 105 milioni di euro l’anno per la mortalità indiretta da caccia che colpisce la fauna europea. Bastano pochi pallini ingeriti a uccidere un uccello di media taglia, oltre a provocare intossicazioni croniche e disfunzioni del sistema immunitario o riproduttivo. Il piombo, poi, s’infiltra nella catena alimentare e nel ciclo dell’acqua, generando conseguenze devastanti e spesso irreversibili: si accumula negli organi dell'uomo, può persistere per più di 30 anni e in gravidanza passa al feto.

Tranne la Danimarca, che ha messo fuori legge i piombini nel 1996, la maggior parte degli Stati Ue li ammette. I nuovi regolamenti avranno un impatto importante, soprattutto in vaste aree dell’Europa settentrionale classificabili come umide, e, se entreranno in vigore entro il periodo di transizione della Brexit, anche nel Regno Unito. In Gran Bretagna, alcuni circoli di caccia si sono già impegnati ad adottare alternative non tossiche e i pallini di piombo non si possono usare per cacciare anatre e oche, in siti protetti. Regole, però, poco rispettate.