SCUOLA

Da Pisa all'Etiopia, c'è l'alga nel pane

Gli studenti del liceo scientifico Buonarroti si sono aggiudicati i 75.000 euro del concorso Mad for Science. Grazie alla polvere di spirulina e alla cucina etiope
2 minuti di lettura
L'idea è nata per caso durante una conversazione: aggiungere all’enjera, il pane azzimo fermentato alla base della cucina della popolazione etiope ed eritrea, la polvere di spirulina, un’alga con un alto contenuto di proteine in modo da arricchire la loro cucina. Ha ottenuto a metà ottobre il primo premio del concorso  Mad for Science 2020 organizzato da DiaSorin per rafforzare e sostenere la passione per le scienze nelle scuole: 75mila euro da spendere per realizzare un biolaboratorio dove completare la sperimentazione dell’intuizione e andare avanti con le attività scientifiche. Un ottimo risultato che ora rischia di essere compromesso  a causa di una di quelle beghe burocratiche che da decenni bloccano la scuola italiana.  

È la storia del liceo scientifico Buonarroti di Pisa dove 30 studenti  hanno partecipato per la prima volta a un concorso nazionale sui temi della scienza e della ricerca. "L’abbiamo portato avanti lo scorso anno tra mille difficoltà e rallentamenti dovuti al lockdown", racconta Barbara Cei, professoressa di scienze e una delle coordinatrici del progetto. "Non abbiamo scelto noi chi avrebbe partecipato, abbiamo preferito che fossero gli studenti a dare la loro adesione", prosegue Barbara Cei. Si sono quindi formati i gruppi di lavoro e si è avviata l’attività. Gli studenti hanno superato una prima selezione a cui partecipavano 167 licei italiani e la seconda selezione a cui partecipavano in 50.

"Abbiamo coinvolto il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa che ha messo a disposizione i laboratori e le loro conoscenze, abbiamo lavorato con ricercatori e dottorandi", prosegue Barbara Cei. Hanno studiato le proprietà antiossidanti  della spirulina, esaminato le differenze di colore e di contenuto di azoto e proteine tra l’enjera normale e quella creata da loro con l’aggiunta dell’alga in modo da capire le differenze nelle caratteristiche nutritive. "Gli studenti hanno avuto l’opportunità preziosa di svolgere  un lavoro in team e di acquisire una mentalità diversa da quella della scuola, con un approccio scientifico interdisciplinare e collegamenti tra Fisica, Biochimica e Biologia", spiega la professoressa Cei.   

Sono riusciti a terminare le sperimentazioni in laboratorio a febbraio, proprio prima della chiusura per il diffondersi dell’epidemia. Hanno dovuto invece rinunciare ad alcune visite per studiare la coltivazione della spirulina da realizzare nel loro laboratorio. Hanno dovuto rinviare anche la fase finale della prova dell’enjera arricchita di proteine tra le comunità etiopi toscane  di Firenze per capire se la loro idea incontra i gusti di chi è abituato a mangiare qualcosa di lievemente diverso e quindi se potrà realmente essere diffusa andando a arricchire la dieta abituale. 

Nonostante gli ostacoli e le rinunce, hanno preparato la presentazione finale lavorando anche in estate e fin dall’inizio dell’anno scolastico. A ottobre hanno avuto l’incontro decisivo riuscendo a convincere una giuria di esperti, da Francesca Pasinelli direttrice di Telethon a Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano e Gianmario Verona, rettore della Bocconi. Primo premio, quindi, al loro progetto che, secondo la giuria, è “semplice ma di impatto, capace di risolvere un problema fondamentale a costi contenuti e che coniuga scienze naturali e scienze sociali”.  

Con grande entusiasmo l’intero liceo ha accolto la notizia della vittoria e dei 75 mila euro assegnati per ampliare il biolaboratorio della scuola. Non si aspettavano l’ultimo ostacolo, forse il più difficile da superare.

"Il laboratorio che abbiamo deciso di ampliare ha delle carenze normative su una finestra che pone difficoltà di areazione, un problema insorto con le restrizioni imposte dal Covid", spiega la professoressa Cei. L’istituto è di proprietà della provincia che deve adeguare le finestre alla normativa vigente. Abbiamo posto il problema al dirigente scolastico ma se la provincia non assume iniziativa non possiamo andare avanti nell’ampliamento del laboratorio  e corriamo il rischio di perdere questi fondi che rappresentano una risorsa importante per la scuola», conclude la docente.