L'intervista

Grazia Di Michele: "Madre Terra è una lettera d'amore: così nasce la rivoluzione che possiamo fare"

"Non siamo più Sapiens, abbiamo una coscienza e possiamo fare qualcosa qui e ora. Ho iniziato a parlare di polmoni della Terra vent'anni fa in una canzone, e continuerò a farlo. Io ci credo in una rivoluzione spirituale, e lo canto, dovunque posso, dovunque mi chiamino a farlo. Spero di poterlo fare nelle scuole, appena sarà possibile"
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Ci sono canzoni che non sono come tutte le altre, canzoni “da non consumare”, da non skippare dopo pochi istanti sulla piattaforma streaming preferita, ma alle quali concedere tempo, attenzione. Una di queste è "Madre Terra", scritta e cantata da Grazia Di Michele. Non è solo una canzone, ma una sorta di grande preghiera alla Terra in cui viviamo, anzi alla vita che la Terra ci da. E un invito a vivere meglio, amando la Terra stessa. E’, come dice Grazia stessa, una “lettera d’amore” che ha voluto scrivere dopo aver letto, “un libro che mi ha mandato un mio amico, “Lettera d’amore alla madre terra”, di Thich Nhath Hanh, un monaco buddista vietnamita, un leader spirituale, attivista per la pace, che ha scritto centinaia di libri e che nel 1967 fu candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King. Hanh ha 93 anni, è ancora molto attivo e ha affrontato tanti temi nella sua vasta letteratura. E molte volte ha toccato il tema della Terra e dell’impatto creato su di essa dai comportamenti umani. E’ un libricino, piccolo, volendo lo si legge in un ora, ma per capirne la ricchezza sarebbe bene fermarsi con maggior attenzione su ogni riga”.  
 

E cosa l’ha colpita di questo libro?
 

“La straordinaria semplicità, il fatto che dica cose profonde e importanti in maniera semplice e diretta, in una vera lettera d’amore per il nostro pianeta. Sei anni fa fu convocato alle Nazioni Unite in una sessione nella quale si discuteva dei cambiamenti climatici e lui fece questo bellissimo discorso sul rapporto tra noi e la Terra. Dove sottolinea che l’inquinamento dell’aria è legato profondamente al nostro inquinamento spirituale, che i problemi dell’ambiente suono direttamente collegati al nostro modo sbagliato di consumare, ma dice anche, ed è la cosa più importante, che fino a quando continueremo a pensare che la Terra è un entità separata da noi stessi, finché non ci sentiremo parte della Terra, figli della Terra, non ci sarà una soluzione vera e duratura. Dovremmo iniziare una rivoluzione spirituale”.
 

Quindi un rapporto diverso tra noi e la “Madre Terra”, appunto.
 

“L’amore che dovremmo dare alla terra è come quello che c’è tra madre e figli, una volta che stabiliamo questo legame cambia completamente il nostro modo di vivere e il nostro rapporto con l’ambiente. Nel momento in cui capisci che hai compromesso l’aria che respiri o il cibo che mangi, non ti preoccuperai più solo di curare ma anche di prevenire. Farai quello che è normale in un rapporto d’amore”.
 

Com’è arrivata alla canzone, dunque?
 

“Ho letto il libro con la sensazione profonda di aver riscoperto una relazione perduta, che davo per scontata. Ci ho dormito su e al mattino, appena sveglia, ho scritto velocemente una canzone d’amore, una sorta di esercizio spirituale, nata in un attimo. E mi sono accorta dopo averla scritta. che aveva l’incipit dell’Ave Maria, senza che ci pensassi. Avevo naturalmente trasformato la canzone in una preghiera, pensando alla Terra come alla Madre di tutti gli esseri viventi”.
 

Certo una rivoluzione spirituale è addirittura più difficile di una semplice battaglia a favore dell’ambiente…
 

“Sicuramente è così, può sembrare semplicemente utopistico parlare di una rivoluzione spirituale che ci porterebbe a sentirci necessariamente tutti come fratelli e sorelle, perché figli della stessa Madre Terra, senza discriminazioni, senza confini, senza differenze, capaci di un grande investimento affettivo tra di noi invece che di un grande investimento economico. E’ un’utopia, certo, ma è altrettanto vero che se continuiamo in questo modo. Ci avviamo alla distruzione di tutto”.
 

In parte sta già accadendo.
 

“Sì, con la deforestazione, con la perdita di interi ecosistemi, con privazione degli spazi degii animali, noi siamo in pericolo perchè la Terra è in pericolo, perché noi siamo la Terra. Di questo parla la canzone, del fatto che nostro ciclo finiremo per tornare alla terra, di quello che abbiamo fatto per rompere l’equilibrio creando materiali come la plastica o l’eternit che alla terra non tornano”.
 

Ma è anche una canzone di speranza, non solo di sogni irrealizzabili.
 

“Ci sono già molte cose positive che stanno accadendo, nell’agricoltura come nel passaggio dei veicoli all’ibrido, nella canzone parlo di quello che possiamo, che dobbiamo fare, cercando di aiutare il più possibile il cambiamento, ma cercando anche di capire tutti insieme che fino a quando non sentiremo il bisogno di proteggere la Madre Terra tutto quello che faremo sarà mettere delle pezze e non risolvere mai il problema”.
 

E ora, cosa pensa potrà accadere a una canzone come questa?
 

“Non ho scritto ‘Madre Terra”, come del resto non ho scritto neanche le altre mie canzoni, con l’idea di avere un brano da promuovere o da portare in classifica. E’ partito tutto da un momento creativo, da un’ispirazione pura, da un libro letto una sera. Figurarsi poi se una canzone come questa può finire in una programmazione di una radio. No, mi interessava scriverla, come si scrive una lettera d’amore a qualcuno che si ama, e allo stesso modo ho realizzato il video. Ma so anche che ci sono tante persone che lottano ogni giorno per questi temi, che cercano di salvaguardare la biodiversità, che protestano contro i governi, che combattono e spesso muoiono per difendere l’ambiente. So che non siamo più homo sapiens, che abbiamo una coscienza e che possiamo fare comunque qualcosa qui e ora. E quello che posso fare è questo, ho iniziato a parlare di polmoni della Terra venti anni fa in una canzone, e continuerò a farlo. Io ci credo in una rivoluzione spirituale, e lo canto, dovunque posso, dovunque mi chiamino a farlo. Spero di poterlo fare nelle scuole, appena sarà possibile”.

Rossana Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava insieme per 'Anime di vetro'

E continua anche tutte le sue altre attività…
 

“Sì, l’8 marzo uscirà una nuova canzone del trio con Rossana Casale e Mariella Nava, continuo il mio percorso con la musicoterapia, e con la squadra con la quale ho lavorato a questo brano si è instaurato un rapporto bellissimo, siamo una famiglia, verranno fuori altre cose”.