NOI E L'AMBIENTE

Caro smartphone, quanto mi costi

Lo cambiamo troppo spesso e produciamo tonnellate di rifiuti elettronici: ogni anno 50 milioni di tonnellate di Raee e solo il 20% viene riciclato
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Smartphone, quanto mi costi. Non solo lui, ma tutti i dispositivi elettronici e i tecno-accessori. In Italia facciamo grande uso in particolare di smartphone e personal computer: secondo la ricerca Digital Italy 2020 di We Are Social, ad inizio 2020 le persone tra i 16 e i 64 anni che navigavano in internet e possedevano uno smartphone e un pc erano rispettivamente il 94% e il 77%.

Il problema è che li cambiamo troppo spesso e produciamo tonnellate di rifiuti elettronici, i Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Secondo dati Onu, ogni anno in tutto il mondo si producono 50 milioni di tonnellate di Raee e solo il 20% viene riciclato. Significa che il resto viene messo sotto il tappeto e va a danneggiare ambiente ed esseri umani.

Obsolescenza programmata, ecco cos'è l'indice di riparabilità

Ma perché consumiamo tanti oggetti elettronici? Non è (solo) una questione di moda. Alzi la mano chi ha scelto di comprare un telefono nuovo anziché far riparare quello rotto. Di solito la seconda opzione è abbastanza costosa e non abbiamo voglia di investire denaro per uno smartphone ormai vecchio. Vecchio a causa dell’obsolescenza programmata: le aziende producono oggetti che durano sempre meno tempo e dopo qualche anno diventa difficile se non impossibile mantenere funzionalità e prestazioni elevate. E siamo spinti a cambiarli.
 

Come difendersi dal marketing aggressivo e scegliere oggetti di lunga durata, che facciano risparmiare noi e l’ambente? Preziosi consigli ci arrivano da Linda Maggiori, autrice del libro “Questione di futuro”, San Paolo Edizioni. Innanzitutto, gli apparecchi rigenerati, ricondizionati, di seconda mano sono più economici e abbracciano la logica del riuso. Un discorso a parte vale forse per gli smartphone: ne vogliamo uno nuovo? Marche come Fairphone utilizzano minerali estratti nel rispetto di norme ambientali e lavorative, riciclano i materiali correttamente e offrono un design modulare che consente di sostituire in autonomia i pezzi danneggiati. Oppure ci sono i “telefoni robusti” (rugged phones), molto resistenti agli urti, impermeabili, quasi indistruttibili. Che lavoriate in cantiere o siate solo particolarmente sbadati, dureranno più del solito. Anche gli accessori possono essere green, come l’amplificatore VAIA cube, interamente in legno e realizzato artigianalmente da una startup italiana. Esistono anche diversi caricabatterie ad energia solare.

Se il telefono è ancora in buone condizioni (fotocamera, memoria, processore) ma non soddisfa più le nostre esigenze, possiamo dargli una seconda vita. Acquistando alcuni complementi, può diventare una radiosveglia, un visore di realtà virtuale, una cornice digitale, un lettore di musica… Se invece è davvero il momento di buttarlo via, assicuratevi di portarlo ad un centro di raccolta RAEE dove sarà smaltito nel rispetto dell’ambiente.

 

Come fare

  1. Scegliamo il telefono giusto: “robusto”, ricondizionato, usato o solidale?
  2. Anche gli accessori sono green: amplificatori e cuffie in legno, caricatori ad energia solare…
  3. Attenzione allo smaltimento! I rifiuti elettronici sono dannosi per l’ambiente. Portiamoli in un centro di raccolta RAEE o in un negozio di elettronica fidato.