Transizione energetica

I supermercati australiani si convertono all'energia pulita: il 100% da fonti rinnovabili entro il 2025

In Australia la rivoluzione verde parte dalla grande distribuzione. In prima fila la catena Coles che punta a ottenere il 45% del proprio consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2023, ampliandolo gradualmente negli anni successivi. Seguita da Woolworths e Aldi
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LONDRA. Ha dato una lezione al mondo su come combattere la pandemia, adesso l’Australia comincia a darne un’altra su come affrontare il cambiamento climatico. Dopo avere firmato un accordo con un’azienda di batterie eoliche, il gigante dell’alimentazione Coles, maggiore catena di supermercati australiana, si è impegnato a ricavare da fonti rinnovabili entro il 2025 tutta l’energia di cui ha bisogno. Riportato dal Guardian, l’annuncio significa che a questo punto tutti e tre i più grandi gruppi di supermarket nella terra dei canguri, compresi Woolworths e Aldi, hanno fatto una scelta verde per il proprio fabbisogno elettrico. Una mossa che secondo gli attivisti del movimento ecologista segnala una svolta significativa per l’intero business nazionale.

La decisione è il frutto di una diversa sensibilità da parte degli azionisti così come dell’opinione pubblica sulla questione del surriscaldamento del pianeta provocato dalle emissioni nocive. “Non c’è dubbio che i nostri investitori pongono più domande sulla sostenibilità delle risorse perché il dibattito mondiale va in questa stessa direzione”, dice Steve Cain, amministratore delegato di Coles, all’edizione australiana del quotidiano britannico. “Ci sono chiaramente più fondi a disposizione per le aziende che operano in modo responsabile nei confronti del clima”.

Con il contratto firmato questa settimana per acquistare elettricità dalla Lal Lal Wind Farm, una delle principali “fattorie del vento” australiane, Coles otterrà il 45% del proprio consumo energetico da fonti rinnovabili entro il 2023, ampliandolo gradualmente negli anni successivi. Altre iniziative mirano a pubblicizzare il nuovo motto della società, “Together to zero” (Insieme verso zero – sottinteso emissioni di carbonio), tra cui quella di dotare i frigoriferi dei supermercati di più porte per migliorarne l’efficienza e di modificare la logistica affinché i veicoli che tornano alla sede centrale dopo avere distribuito prodotti non rientrino vuoti, bensì raccolgano merci dai fornitori lungo la strada. È anche prevista la trasformazione della flotta dei camion aziendali in veicoli a motore elettrico.

Accogliendo con favore il cambio di rotta della Coles, Greenpeace si augura che contribuisca a influenzare la politica del governo australiano: “E’ uno dei brand di cui la gente si fida di più, per cui può cambiare l’atteggiamento di tutti”, afferma David Ritter, direttore dell’organizzazione ambientalista. “Il messaggio è che il grande business ha fiducia nell’energia pulita perché è l’opzione migliore sia dal punto di vista dei profitti che da quello della reputazione dell’azienda. Facendo vedere che l’Australia ha un governo isolato rispetto alla tendenza emergente nel settore privato”. Un rapporto dell’Onu pubblicato in questi giorni indica in effetti l’Australia come la peggiore fra le 50 maggiori econome al mondo per la spesa pubblica sulla cosiddetta “ripresa verde” dopo il Covid.