LE OASI IN CITTA'

Quando i Tropici vanno alla montagna

Nell'orto botanico del Museo delle Scienze di Trento (Muse), quinta tappa del nostro viaggio alla scoperta dei giardini d'Italia. Dalla flora tropicale delle montagne africane ospitata nella grande serra fino alle specie autoctone di alta quota. TUTTE LE PUNTATE

3 minuti di lettura

In qualche ora si può passare dalle foreste della Tanzania ai boschi delle Dolomiti attraversando campi coltivati con patate blu e cereali selvatici. Quello del Muse, il Museo delle Scienze di Trento, è un giardino botanico diviso in tre ma con un denominatore comune: la biodiversità delle terre alte. Dalla flora tropicale delle montagne africane ospitata nella grande serra all'interno della struttura fino alle specie autoctone di alta quota che crescono nel giardino botanico alpino di Viote, a mezz'ora di strada dal capoluogo e oltre 1500 metri di altitudine. Un dislivello verticale dove si concentrano duemilacinquecento specie tra le quali molte rarità.

Orti botanici - Trento: la serra tropicale del Muse

Fiori impazienti e liane nella serra tropicali. Il migliore momento della giornata per entrare nella serra tropicale del Muse è al tramonto nei seicento metri quadrati è possibile ascoltare la sinfonia eseguita da centinaia di raganelle di origine africana che richiamano il proprio partner. "In tutto ci sono trecento specie inclusa una selezione di piante provenienti da un'area compresa tra le Taita Hills in Kenya fino ai monti Udzungwa in Tanzania. - spiega Andrea Bianchi, responsabile della serra tropicale del museo - Si tratta di un territorio che si è formato circa mezzo miliardo di anni fa e da circa trenta milioni di anni sostiene la foresta tropicale".  Tra le  piante uniche ed esclusive di queste zone ci sono quelle del genere Tabernaemontana dai grandi fiori bianchi simili a quelli dei gelsomini, le felci arboree del genere Cyathea, diversi esemplari di Saintpaulia e una notevole vite selvatica, a forma di liana, del genere Entada.

All'ingresso della serra, che supera i seicento metri quadrati, si è accolti dalla Impatiens walleriana, chiamata anche fiore di vetro per la delicatezza del suo fusto e impaziente perché si apre a scatto per lanciare i semi il più lontano possibile. È stata piantata un paio di anni fa a partire da un'esemplare selvatico. Molti di questi individui arrivano a Trento dalle attività di ricerca e conservazione che il Museo ha intrapreso da anni in Tanzania. "Stiamo studiando le ricadute del bracconaggio della fauna selvatica sull'ambiente di foresta. - aggiunge Bianchi di cui una parte della famiglia si è trasferita alle pendici del Kilimanjaro a fine Ottocento - L'assenza di grandi dispersori di semi come i primati o altri mammiferi può alterare i meccanismi di rigenerazione di questo ecosistema. Tra cinquant'anni la distribuzione delle piante in questa regione rischia di essere molto diversa da quella di oggi e inadatta ad ospitare gli animali anche nel caso di una reintroduzione". Un altro progetto riguarda la classificazione di nuove specie: solo negli ultimi tempi ne sono state trovate quattro tra begonie, zenzero e Araceae.

 

In estate una fioritura unica. Tra pochi mesi, o al più tardi la prossima primavera, nelle serra tropicale del Muse potrebbe fiorire la Aristolochia gigantea, una specie rampicante originaria dell'America latina che nel mondo è coltivata in un numero di orti botanici che si può contare sulle dita di una mano. "Questo evento sarebbe il primo del suo genere in Europa, è una pianta che difficilmente arriva a maturità nelle coltivazione ex-situ. - prosegue Bianchi,  - Il nostro esemplare, che oggi è alto circa sette metri, sembra essere entrato nella fase vegetativa". Al contrario di molte sue simili l'Aristolochia non si sviluppa ai piani alti degli alberi ma a metà strada tra la chioma e la base del tronco dove depone i suoi fiori in modo da affidare i semi ad animali striscianti e piccoli mammiferi.

A ottobre dell'anno scorso è stato possibile assistere, anche se solo solo online, alla prima italiana della rara Pseudohydrosme gabunensis, un'aracea endemica delle foreste pluviali del Gabon che emana un odore simile a quello del cavolo cappuccio, peraltro uno degli ortaggi portabandiera del Trentino. Ha una storia particolare perché, a dispetto della particolare fragranza e un fiore di oltre sessanta centimetri, questa specie è rimasta invisibile per gli scienziati per quasi un secolo: dal 1892, anno della sua prima descrizione, al 1972 quando è stata ritrovata da un botanico tedesco. La serra ospita anche alcuni animali come come il Turaco di Livingstone e rettili come i camaleonti pigmei.

Orti botanici - Biodiversità alpina, la montagna fiorita

Biodiversità agricola e specie di alta quota. Il viaggio nel mondo delle piante del Muse continua al di fuori del museo dove, dal 2015, è stata creata un'area di circa duemila metri quadrati con vigneto, frutteto, un orto tradizionale e 20 campi tematici dedicati alle specie insolite della biodiversità agricole di questa provincia. A mezz'ora di auto dal centro del capoluogo nella piana delle Viote nello scenario del Monte Bondone si possono poi visitare i dieci ettari del Giardino Botanico alpino: è il più antico e ampio del suo genere e ospita duemila specie di piante di alta quota, molte a rischio di estinzione, provenienti da tutto il mondo. Dalle genziane himalayane al Delphinium tatsienense, un fiore dal colore blu intenso tipica degli altipiani cinesi di Sichuan e Yunnan, fino alla Telekia speciosissima, pianta che cresce solo sulle rupi e pendii del Cingolo rosso e del Monte Cingla nel bresciano

 

Serra Tropicale Museo delle Scienze di Trento Trento
(Apertura: per aggiornamenti, consultare il sito)
Telefono: 0461 270 311, email: museinfo@muse.it

Ingresso MUSE
Intero: 11,00 euro
Ridotto: 9,00 euro
Due genitori con figli minorenni:  22,00 euro
Un genitore con figli minorenni:  11,00 euro

Giardino Botanico Alpino Viote
(Apertura: dal 1 giugno al 30 settembre)
Il biglietto acquistato consente l’ingresso a tariffa ridotta al MUSE
Intero:   3,50 euro
Ridotto: 2,50 euro
Due genitori con figli minorenni: 7,00 euro
Un genitore con figli minorenni: 3,50 euro