AVANZI IN FAMIGLIA

Coraggio, c'è la zuppa del soldato: ottima e abbondante

Tutto il nostro cucinare di questi mesi chiusi in casa, tutti i nostri arditi esperimenti ai fornelli, confermano che in guerra il nutrimento del corpo alimenta e sostiene anche il nutrimento dello spirito. Allora ispiriamoci al rancio per scoprire una ricetta divertente, semplice e gustosa
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INGREDIENTI:
Farina 100 gr.
Tre cucchiai di olio di oliva
Tre patate
 

L’abbiamo sentito decine di volte in questi mesi: "è come una guerra!". La pandemia ha cambiato la nostra percezione di ciò che è lecito (e sicuro) fare e ciò che ci espone al rischio di contrarre un virus pericoloso e mortale. Un nemico invisibile che ci attacca all’improvviso e dal quale dobbiamo difenderci. Da qui il paragone con la guerra. Ci siamo chiesti quindi come e quanto durante le guerre mondiali del XX secolo si provvedesse al bisogno primario dell’alimentazione. Tutto il nostro cucinare di questi mesi chiusi in casa, tutti i nostri arditi esperimenti ai fornelli, confermano che in guerra il nutrimento del corpo alimenta e sostiene anche il nutrimento dello spirito. E abbiamo scoperto che – sulla base di testimonianze dirette – tanto si è scritto sul rancio dei soldati durante le guerre. Da un opuscolo che circola in Rete, (probabilmente falso, ma per una volta non ha importanza) si ricava una zuppa di patate molto povera ma che può diventare molto appetitosa se arricchita con qualche piccolo accorgimento. La riportiamo perché è divertente e fa riflettere:

Dopo esservi procurati, in qualsiasi modo, gli ingredienti, trovate un anfratto al riparo dai bombardamenti e procedete come segue. Mettete la farina nella pentola, o nell'elmetto, e accendete il fuoco piuttosto basso continuando a mescolare finché non raggiunge un bel colore di autocarro incendiato.

Aggiungete l'olio e mescolate fino ad ottenere una crema di un color kaki molto militaresco, della densità di una trincea sotto il diluvio. Aggiungete quindi l'acqua, o aspettate che piova, fino ad ottenere una cremosità... "media" (ecco pronta una besciamella che darà, insieme alle patate, la giusta consistenza alla zuppa). Pelate le patate, tagliatele a dadini e tuffatele nella zuppa. Il vero soldato si mangia anche le bucce. Quando le patate saranno morbide la zuppa sarà pronta, attenzione solo a non rivelare la vostra posizione al cecchino nemico con i vapori della preparazione. Ottimo e abbondante!

Una ricetta divertente e scanzonata che può essere una base vera per una zuppa dei nostri giorni, con l’aggiunta di una carota, un po’ di sedano peperoncino, una crosta di parmigiano (da far cuocere insieme alle patate) e, perché no, un pugno di pasta corta. L’importante sarà mantenere la consistenza cremosa dosando l’acqua senza esagerare.

E per chi avesse curiosità di approfondire il tema c'è Cucina, vino & alpini. Storia del rancio degli alpini e dei soldati italiani, in pace e in guerra, dall'Ottocento alla Seconda guerra mondiale di Alberto Radaelli (Ed. Walmar).

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