Il decalogo

Dal tessuto al lavaggio: 10 consigli per un guardaroba a prova di microplastiche

Dalla scelta dei capi di abbigliamento al trattamento dei tessuti, comprese lavatrice e asciugatrice. Ecco come limitare la dispersione di inquinanti nell'ambiente
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Le microplastiche stanno danneggiando i nostri mari e sono un problema sempre più evidente per la salute del nostro pianeta. Secondo l’International Union for Conservation of Nature (Iucn), sugli 1,4 milioni di miliardi di microfibre presenti negli oceani, il 35% deriva dal lavaggio dei capi d’abbigliamento sintetici.


Uno studio pubblicato da Nature Communications ha analizzato i campioni di acqua presenti in 71 località diverse ed è emersa  la presenza di una concentrazione media di 49 particelle di plastica per metro cubo. Il 73,3% era composto da poliestere, quindi, dai nostri capi di abbigliamento. Queste minuscole particelle sono nocive anche per l’uomo in quanto vengono ingerite dai pesci ed entrano nella catena alimentare.


Come fare, quindi, per attuare dei comportamenti meno impattanti per l’ambiente che ci circonda e fare la nostra parte in questa lotta?

Francesca Rulli, fondatrice di 4sustainability®, il primo marchio italiano ad attestare la sostenibilità delle aziende fashion & luxury, propone 10 consigli utili per un guardaroba più attento e “a prova di microplastiche”. Ecco le regole che si dovrebbero seguire.

1.  Optare per tessuti naturali o misti rispetto ad acrilico e poliestere. I tessuti a maglie fitte e compatte sono meno inquinanti perché la struttura è più resistente ed è più difficile che si sfilacci durante il lavaggio.

2.  Tra le fibre sintetiche prediligere per esempio il nylon 66, un poliammide più resistente.

3.  Scegliere dei capi di qualità che possano durare nel tempo rispetto ai low cost. Anche l’abbigliamento  di seconda mano può essere un’alternativa per acquistare dei prodotti di alto livello ad un prezzo più basso.

4.  Lavare a basse temperatura è utile per ridurre il rilascio delle microplastiche che si disperdono maggiormente nei primi otto lavaggi. Inoltre le basse temperature diminuiscono il rilascio dei colori, il consumo di energia e premettono ai capi di avere una vita più lunga.

5.  Fare il lavaggio a pieno carico non solo per risparmiare acqua ed energia ma anche per diminuire il numero di microplastiche dovuto alla frizione degli indumenti.

6.  Impostare centrifughe a bassa velocità ed evitare programmi troppo lunghi.

7.  Utilizzare detergenti delicati e rispettosi dell’ambiente che danneggiano in maniera minore i tessuti.

8.  Utilizzare l’ammorbidente che può essere un valido alleato: diminuisce la rottura delle fibre e quindi il rilascio delle microplastiche,  pare di oltre il 35%.  

9.  Limitare l’uso dell’asciugatrice.

10.  Utilizzare dei filtri che raccolgono le microplastiche prodotte dai capi di abbigliamento.

Questi sono alcuni dei consigli che noi consumatori possiamo seguire nella nostra quotidianità per essere parte del cambiamento. L’Artico da paradiso incontaminato è diventato un luogo in cui c’è una forte concentrazione di microplastiche dovute principalmente alla produzione tessile e al bucato domestico. La scelta di un determinato capo di abbigliamento rispetto ad un altro, ma anche come decidiamo di lavarlo, può fare la differenza.