Lo studio

La crisi climatica ha spostato l'asse terrestre

Lo scioglimento massivo dei ghiacci dovuto all’effetto serra ha spinto l’Artico e l’Antartico in nuove direzioni. E la velocità media di questo spostamento è in aumento: tra il 1995 e il 2000 i poli si sono mossi 17 volte più rapidamente che tra il 1981 e il 1995. Ha contribuito anche l’estrazione di acqua dal sottosuolo

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LONDRA. Il cambiamento climatico ha spostato l’asse terrestre, rivela una nuova ricerca, affermando che il massiccio scioglimento dei ghiacci ha modificato la rotazione del nostro pianeta. Lo studio, pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters e anticipato stamane dal Guardian, dimostra che il Polo Nord e il Polo Sud si sono mossi di almeno 4 metri dal 1980 a oggi come risultato delle conseguenze dell’attività umana sul clima.

Nel passato, soltanto fattori naturali come le correnti degli oceani e movimenti geologici nelle profondità della Terra potevano contribuire a cambiare la posizione dei poli. Ma dagli anni Novanta la perdita di centinaia di miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno, che si sciolgono negli oceani a causa dell’effetto serra, ha spinto l’Artico e l’Antartico in nuove direzioni. E la velocità media di questo spostamento è in aumento: tra il 1995 e il 2000 i poli si sono mossi 17 volte più rapidamente che tra il 1981 e il 1995.

“L’accelerato declino della quantità di acqua immagazzinata sulla terra, come risultato dello scioglimento dei ghiacci, è la ragione principale del rapido spostamento dei poli” nell’ultimo quarto di secolo, scrive il professor Shanshan Deng, dell’Istituto di Scienze Geografiche dell’Accademia delle Scienze Cinese, co-autore della ricerca.


Ma lo spostamento dell’asse della Terra ha anche un’altra motivazione, secondo la ricerca: l’estrazione di acqua dal sottosuolo. Una volta estratta per acquedotti o per uso agricolo, la maggior parte dell’acqua finisce negli oceani, redistribuendo il suo peso sul Pianeta.

 

 

Negli ultimi 50 anni, l’umanità ha rimosso 18 trilioni di tonnellate d’acqua dalle riserve acquifere sotterranee senza che queste vengano sostituite. Un “cambiamento di massa così grande”, commenta il professor Vincent Humphrey dell’università di Zurigo, “da spostare l’asse della Terra”. Ma secondo il professor Humphrey il movimento dell’asse terrestre non è ancora abbastanza grande da influenzare la nostra vita quotidiana: potrebbe modificare la durata del giorno rispetto alla notte, ma soltanto di alcuni millisecondi.