L'intervista

"Dieta classica o vegana? L'app aiuta a scegliere per la salute e l'ambiente"

(foto: Tim Boyle/Getty Images) 
Gli algoritmi calcolano anche le emissioni relative a produzione o al trasporto degli alimenti, individuando l’impatto minore sia sui gas serra che sulla biodiversità, spiega Christie Walker dell’Istituto di Ingegneria Ambientale del Politecnico di Zurigo che ha sviluppato il sistema
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Salvare il Pianeta e al tempo stesso il girovita si può, grazie a un’app realizzata da Christie Walker, ricercatrice all’Istituto di Ingegneria Ambientale del Politecnico di Zurigo. Una volta inseriti nell’interfaccia del software i dati (la nazione, il mese, il peso, il sesso, l’altezza e l’età), gli algoritmi si mettono all’opera per calcolare una dieta che, considerando oltre 500 prodotti alimentari, raggruppi tutti i nutrienti necessari a una vita in salute, e al tempo stesso indichi quelli che hanno – secondo tutta una serie di fattori come le emissioni relative alla loro produzione o al trasporto – l’impatto minore sia sui gas serra che sulla biodiversità. 

Come è nata l’idea per l’app?

"È molto difficile per le persone prendere decisioni riguardo al cibo che siano al tempo stesso salutari e sostenibili per il Pianeta. Perché ci sono molti fattori da prendere in considerazione. Così ho voluto sviluppare un software che aiutasse i consumatori a orientarsi verso una dieta a basso impatto."

Quali fattori avete considerato per la salubrità delle diete che l’app suggerisce?

"Innanzitutto la dieta giusta deve fornire abbastanza calorie alla persona: per questo nell’interfaccia chiediamo età, altezza, peso, livello di attività. Poi consideriamo tutte le vitamine e i micronutrienti di cui si ha bisogno per essere in salute: vitamina A, vitamina C, omega3, e così via. Un altro aspetto che consideriamo sono 15 raccomandazioni per la dieta tratte dallo studio Global Burden of Disease e tese a minimizzare il rischio di problemi di salute. Oggi si stima che un decesso su cinque, nel mondo, sia associato ad una dieta povera di nutrienti. Il nostro strumento permette di ottemperare a una serie di raccomandazioni convalidate dalla scienza, come limitare il consumo di carne processata, mangiare una sufficiente quantità di verdura, frutta, legumi, noci e così via. E per finire il nostro strumento permette di impostare sia diete classiche che vegetariane e vegane."

E in che modo l’app calcola l’impatto ambientale della dieta?

"L’algoritmo valuta l’impatto dei prodotti alimentari lungo tutto il loro ciclo di vita. Quindi: l’impatto relativo alla produzione del cibo (ad esempio la semina e il raccolto) in ogni nazione, quello del trasporto (le emissioni necessarie a portare l’alimento dal punto A al punto B), e l’impatto della trasformazione (ad esempio le emissioni che vengono prodotte quando un pomodoro viene trasformato in salsa). Questo permette all’app di confrontare opzioni come: è meglio consumare in Italia un prodotto locale, oppure importarlo dalla Francia quando la somma delle emissioni di produzione e trasporto è inferiore alle emissioni per produrlo localmente?

Oggi, con l’incremento dei volumi del commercio mondiale, la crescente domanda per cibi processati e il fatto che i consumatori si aspettano di avere cibi freschi a disposizione anche fuori stagione, è diventato ancora più importante, quando si calcola l’impatto ambientale di una dieta, considerare i suoi componenti lungo tutto il loro ciclo di vita. Inoltre consideriamo anche le emissioni relative alla preparazione degli alimenti da parte del consumatore. E questo permette di rispondere a domande come: si producono meno emissioni di CO2 comprando legumi secchi e cuocendoli a casa, oppure acquistando legumi in scatola che sono già stati cotti industrialmente?"



L’app permette di conoscere non solo le emissioni dei gas serra (trasformate nella quantità equivalente in kg di CO2) prodotte da ogni elemento della dieta, ma anche l’impatto sulla biodiversità…

"Sì, questo vale però solo per i prodotti coltivati. Abbiamo considerato le tabelle che riportano il costo, in perdita di biodiversità, di coltivare un chilo di grano in Italia piuttosto che in Canada o altrove. Sono impatti che dipendono soprattutto dal grado di agricoltura intensiva nei diversi Paesi."

Chi è l’utente a cui avete pensato progettando l’app?

"Penso che possa essere molto utile per il consumatore individuale avere informazioni come quelle elaborate dal nostro strumento, così da poter rendere più sostenibile e salutare la sua dieta. Ma penso che l’app potrebbe essere utile anche a quegli organismi che producono linee guida per la dieta, visto che tipicamente le linee guida sono piuttosto generiche, mentre questa app consente di creare diete personalizzate che tengono conto della stagionalità dei prodotti (e quindi di ciò che in quel momento è disponibile localmente come cibo fresco oppure è da importare da altri Paesi), dell’efficienza nella produzione e nel trasporto, della distanza tra il punto di produzione e di consumo, delle emissioni legate alla conservazione prima dell’acquisto, e così via."