Il caso

Se il futuro delle banane è ogm

(foto: Ben Stansall/Afp via Getty Images) 
La malattia che sta mettendo in ginocchio la varietà Cavendish in tutto il mondo si espande ora in America Latina. Dall'Australia l'uso di editing genetico per rendere il frutto immune da patogeni apre il dibattito
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Il futuro dell'oro giallo, frutto fra più consumati al mondo, è decisamente incerto. Le banane infatti non se la passano affatto bene: dopo che negli anni Cinquanta una malattia mise in ginocchio la varietà Gros Michel, ora anche il futuro delle note Cavendish è a rischio anche se nuove sperimentazioni genetiche potrebbero salvarle.


Ad oggi una nuova epidemia causata dal Fusarium Tropical Race 4 (TR4), malattia legata a un fungo che minaccia la produzione della banana Cavendish, spaventa gli agricoltori di tutto il mondo. Già dagli anni Novanta la comparsa del fungo legato al TR4 ha messo in ginocchio alcune produzioni dell'Asia e il problema, dopo anni di tentativi di arginare l'epidemia, è che adesso questa malattia che porta le banane a marcire e non poter essere commercializzate sta colpendo anche l'America Latina.

Dopo la Colombia nel 2019, primo esportatore al mondo, di recente anche in Venezuela e Perù è stata rilevata la presenza del fungo e si teme per una economia - quella delle banane - attorno alla quale girano miliardi di dollari e già duramente colpita dalla crisi dovuta al Covid-19.

Soprattutto nelle zone di confine, la malattia rischia di estendersi alle piantagioni di Paesi che sono tra i maggiori esportatori di banane in Europa e Nord America e che al momento stanno attuando diversi sistemi e  misure di biosicurezza per cercare di contenere l'avanzata dell'agente patogeno, ma con scarso successo. Tra i problemi da affrontare, inoltre, c'è il fatto che la malattia spesso non è rilevabile prima di un determinato periodo, che può durare anche due anni, ed è probabile che TR4 si stia già espandendo in zone dove ancora non è stata riscontrata.

Di conseguenza, come già avvenuto in passato dopo l'epidemia che ha colpito la Gros Michel e portato a una maggiore diffusione della Cavendish, si stanno cercando varietà selvatiche e ibridi che possano essere coltivate e in grado di reggere l'impatto delle malattie. Anche in questo caso però con non poche difficoltà a trovare un frutto che, per coltivazione, sapore e capacità di essere immune a determinati patogeni, soddisfi davvero il mercato.

Un'ancora di salvezza, anche se si è ancora solo in fase di sviluppo, potrebbe arrivare dagli organismi geneticamente modificati. A inizio 2021 un team di ricercatori australiani ha infatti annunciato una nuova banana geneticamente modificata in grado di essere resistente al TR4. Grazie all'uso della tecnica Crispr e inserimenti di geni presi da banane selvatiche in banane commerciali, i ricercatori puntano ad immunizzare le nuove banane.

Sebbene siamo solo agli inizi, l'idea di usare tecniche di laboratorio per salvare le banane prende sempre più piede vista l'evoluzione delle malattie che riguardano questo frutto super popolare. La stessa Cavendish, è diventata più commerciale in alternativa alla Gros Michel che in passato fu colpita duramente da TR1, Tropical Race 1, predecessore del TR4. Come osservato sono però bastati pochi anni perché il nuovo agente patogeno colpisse anche le Cavendish (l'agente patogeno emerse a Taiwan nei primi anni Novanta) portando un nuovo terremoto nel mercato.

Da qui l'idea, per cercare di salvare il mercato delle banane, di crearne di fatto una che sia resistente alle malattie grazie all'editing genetico. Questo nuovo percorso, oltre alle critiche notoriamente relative agli organismi geneticamente modificati, non esclude però che siano banane in grado di superare la futura presenza di nuovi patogeni, così come potrebbe comportare problemi relativi a gusto e conservazione del frutto, oltre a essere un percorso costoso e che potrebbe richiedere un forte uso di prodotti chimici per assicurare le coltivazioni. Al momento, con la collaborazione di grandi aziende del commercio delle banane, i ricercatori australiani del Queensland stanno portando avanti un progetto quinquennale per testare le nuove varietà anche fuori dalle serre di laboratorio. Nuove coltivazioni che però, visto i costi di processo, potrebbero non essere sostenibili per esempio dai piccoli coltivatori.

Inoltre, nel dibattito sul futuro dell'oro giallo, in molti si chiedono se non valga la pena insistere investendo in studi e analisi per cercare di arginare e prevenire il diffondersi di TR4, anziché puntare sull'editing genetico. Allo stesso tempo, nelle variabili di questa sfida, va poi tenuto conto dell'impatto che la crisi climatica sta già avendo e potrebbe avere in futuro sulle coltivazioni con le rese attuali che, si stima, potrebbero anche dimezzarsi in nei prossimi trent'anni.
 

Parte del futuro delle banane, va detto, è comunque conservato da piccoli agricoltori e gruppi indigeni che per esempio in America Latina le coltivano supportando la biodiversità e senza l'idea di monocolture: usano sistemi che lasciano spazio fra piante, coltivano più varietà, e arginano in maniera naturale il possibile diffondersi di malattie. Chiaramente però non hanno i volumi che interessano alla grande distribuzione, motivo per cui le banane geneticamente modificate sembrano oggi la soluzione più vicina a combattere la crisi da agenti patogeni.
 
Nel frattempo, per i ricercatori dell'università del Queensland che portano avanti le banane geneticamente modificate in grado di resistere al TR4, si apre la sfida a tutte quelle qualità che la banana "resistente" dovrà avere per il mercato: dal buon sapore a tempi utili di maturazione, dalla facilità di coltivazione sino alla conservazione per poter percorrere lunghe distanze, dato che molta della frutta europea arriva per esempio via cargo dal Sudamerica.

Se questa nuova banana potrà salvare il commercio del frutto è presto a dirsi, ma secondo alcuni esperti se non si riuscirà a contenere l'avanzata del fungo per esempio in America Latina, si stima che circa l’80% delle banane coltivate nel mondo possa nel tempo essere colpita da questa malattia.