Clima
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Le Nazioni Unite: "Contro l'emergenza clima servono 8.100 miliardi"

Il rapporto State of Finance for Nature indica che vanno triplicati gli investimenti pubblici e privati da qui al 2030 per fronteggiare perdita di biodiversità, degrado del suolo e crisi climatica

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Entro il 2050 serviranno 8,1 mila miliardi di dollari per riuscire ad affrontare il problema climatico. È l'appello contenuto nel rapporto State of Finance for Nature appena pubblicato dalle Nazioni Unite. In buona sostanza questo significa che gli investimenti annuali in soluzioni basate sulla natura dovranno triplicare entro il 2030 e aumentare di quattro volte entro il 2050, tenendo come base i 133 miliardi di dollari del 2020.

Il rapporto, elaborato tra gli altri dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) e dal World Economic Forum, esorta governi, istituzioni finanziarie e imprese a porre la natura al centro del processo decisionale economico del futuro. Sottolinea la necessità di accelerare i flussi di capitali verso soluzioni mirate in particolare alla lotta alle crisi climatiche, alla difesa della biodiversità e contro il degrado del suolo, ponendo la natura al centro del processo decisionale del settore pubblico e privato.

Investire nella natura, sostengono gli autori, porta vantaggi per la salute umana, degli animali e del pianeta, migliora la qualità della vita e crea posti di lavoro, benefici dall'enorme impatto economico positivo. Tuttavia la natura attualmente rappresenta solo il 2,5% della spesa prevista per lo stimolo economico sulla scia della pandemia di Covid-19.

Ma non è solo una questione di governi e investimenti pubblici, anche il capitale privato dovrà fare la sua parte in modo ben più deciso di quanto abbia fatto finora. 

Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente. Robert Hradil/Getty Images 

"La perdita di biodiversità sta già costando all'economia globale il 10 per cento della sua produzione ogni anno. Se non finanziamo a sufficienza le soluzioni basate sulla natura, avremo un impatto sulle capacità dei paesi di compiere progressi in aree vitali come l'istruzione, la salute e l'occupazione. Se non salviamo la natura ora, non saremo in grado di raggiungere uno sviluppo sostenibile", ha affermato il direttore esecutivo dell'Unep Inger Andersen, che ha anche individuato tre aree "calde" sulle quali far convergere i fondi: "rimboschimento, agricoltura rigenerativa e ripristino degli oceani".

 

Fare della natura un business e un caso di investimento

Gli autori del rapporto affermano che l'investimento annuale del settore privato in soluzioni basate sulla natura è stato pari a 18 miliardi di dollari nel 2018. Troppo poco: l'aumento progressivo del capitale privato in progetti e iniziative ambientali è una delle sfide centrali dei prossimi anni. Investitori, sviluppatori, produttori di infrastrutture, consumatori dovranno svolgere un ruolo attivo nella creazione di un mercato in cui le soluzioni basate sulla natura garantiscano nuove fonti di reddito, aumentiano la resilienza delle attività commerciali, riducano i costi.

State of Finance for Nature sottolinea la necessità per le aziende e le istituzioni finanziarie di essere sempre più "parte della soluzione" condividendo il rischio e impegnandosi a incrementare i finanziamenti e gli investimenti in soluzioni basate sulla natura con obiettivi chiari e tempistiche definite.

Tuttavia il rapporto ricorda che gli investimenti in soluzioni basate sulla natura, benché possano dare un grande contributo alla mitigazione e all'adattamento ai cambiamenti climatici, non possono sostituire una profonda decarbonizzazione di tutti i settori dell'economia.