Inquinamento
Alcuni prodotti confezionati con plastica monouso. (ansa)

Europa, scatta il bando alla plastica monouso. Proteste in Italia: "Confusione tra bio e non"

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria: "Auspico che il commissario Gentiloni voglia intervenire perché il testo, nella forma attuale, è fortemente pregiudizievole per l'interesse dell'industria italiana"

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Mentre l'Europa avvia il giro di vite sulla plastica, i rappresentanti dei settori industriale e agroalimentare affilano le armi per dare battaglia. Al centro della vicenda, ci sono gli orientamenti pubblicati il 31 maggio dalla Commissione Ue sulla direttiva Ue 2019/904 sulla plastica monouso. Entro il 3 luglio, infatti, gli Stati membri dell'Unione Europea dovranno adottare misure per garantire che tutta una serie prodotti fabbricati con questo materiale non venga più immessa sul mercato dell'Ue.


“Si tratta - si legge nelle stesse linee guida - di prodotti specifici per i quali esistono sul mercato alternative economicamente accessibili: bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, ma anche tazze, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso e tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile [o ossi-degradabile: plastiche comuni che si rompono facilmente in piccolissimi pezzi a causa degli additivi contenuti e contribuiscono così all’inquinamento delle microplastiche negli oceani, ndr]. Per altri prodotti di plastica monouso, come gli attrezzi da pesca e le salviette umidificate, sono state decise altre misure, come obblighi di etichettatura, regimi di responsabilità estesa del produttore, secondo il principio ‘chi inquina paga’, campagne di sensibilizzazione e specifiche di progettazione, per limitarne l'uso, ridurne il consumo ed evitarne la dispersione nell'ambiente”.

Obiettivo della nuova direttiva europea è ridurre quell'oceano di plastica che ormai invade i nostri mari e le nostre spiagge, andando ad accumularsi in forma di residuo persino in pesci e specie animali che spesso poi, nella catena alimentare, restituiscono all'uomo lo stesso materiale. "Con il Green Deal europeo - si legge sempre nelle linee guida - l'Ue sta creando un'economia circolare in cui la plastica è utilizzata in modo più sostenibile, poi riutilizzata e riciclata, senza creare rifiuti o inquinamento".

Andando più nello specifico, gli orientamenti arrivati da Bruxelles precisano che "i prodotti in plastica monouso includono quelli fatti di plastica in tutto o in parte, generalmente destinati a essere utilizzati una sola volta oppure per un breve periodo di tempo prima di essere gettati". In questo contesto, anche "la plastica biodegradabile/a base organica è considerata plastica" dal momento che, sostiene sempre la Commissione Ue, "attualmente non esistono norme tecniche ampiamente condivise per certificare che un determinato prodotto di plastica sia adeguatamente biodegradabile nell'ambiente marino in un breve lasso di tempo e senza causare danni all'ambiente". Inoltre, il campo di applicazione della direttiva “comprende i prodotti monouso a base di carta con rivestimenti o strati di plastica”, decisione ritenuta “in linea con gli obiettivi di ridurre i rifiuti di plastica e promuovere un'economia più circolare”. E questo perché “quando questi prodotti - come tazze, contenitori o piatti per alimenti - vengono gettati via, la carta si degrada in maniera relativamente rapida, ma la parte di plastica può rimanere nell'ambiente per molti anni e può potenzialmente disintegrarsi ulteriormente in particelle di microplastica”.

La precisazione che l'ambito di applicazione della direttiva si estende ai prodotti in plastica biodegradabile e a quelli in carta rivestiti in plastica ha alimentato lamentele e tensioni. Per esempio, secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, associazione per la promozione del settore agroalimentare italiano, "è inaccettabile assimilare gli oggetti monouso in plastica a quelli in plastica biodegradabile, di cui l'Italia è un produttore innovativo e importante, e a quelli in carta foderata all'interno con una sottilissima pellicola di materiale plastico per essere resa impermeabile. Sorge il dubbio che si tratti più di un atteggiamento ideologico che di concreta sostenibilità" ha aggiunto il rappresentante di Filiera Italia, sottolineando come l'alternativa proposta sia quella del riuso delle stoviglie previo lavaggio: "un metodo tutt'altro che ininfluente dal punto di vista dell'impatto ambientale".

Il 28 maggio, era sceso in campo contro l'applicazione della direttiva europea, ritenuta particolarmente rigida, anche il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che aveva espresso "forte preoccupazione" da parte dell'associazione degli industriali "rispetto all'ultima bozza delle linee guida relative alla direttiva europea sulla plastica monouso. Auspico che il commissario Gentiloni voglia intervenire perché il testo, nella forma attuale, è fortemente pregiudizievole per l'interesse dell'industria italiana e non solo, anche di quella tedesca e dell'intera industria europea".

(ansa)

"Credo - aveva spiegato Bonomi - che la impropria, ingiustificata, e sproporzionata applicazione della direttiva potrebbe sottoporre l'industria a una interpretazione giuridicamente infondata ma del tutto inaccettabile per gli interessi nazionali. Quindi io ho scritto al commissario Gentiloni chiedendo un suo intervento con una riserva formale al testo e spero che questo venga fatto perché sennò sarebbe un danno enorme per l'industria italiana. Da una parte poniamo le basi per un grande progetto, di grande visione, strategico - aveva aggiunto riferendosi a Gaia-X, con cui si intende creare un cloud europeo - e dall'altra poi uccidiamo la manifattura".

Tuttavia, dovendo gli Stati membri recepire dall’inizio di luglio la direttiva europea sui prodotti in plastica monouso secondo la definizione ampia dell'Ue, i tempi per eventuali manovre o iniziative da parte del commissario europeo con delega all’Economia, Paolo Gentiloni, appaiono piuttosto compressi.