Tecnologia

Uno smartphone può salvare il rinoceronte

Dagli smartphone installati nei parchi dell’Africa e aperti al pubblico per segnalare anomalie, all’intelligenza artificiale per controllare migliaia di immagini satellitari per contrastare la deforestazione
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Droni, satelliti e sensori laser. Non cose che in genere vengono associate agli animali, eppure ormai la situazione è tale da richiedere l’intervento della tecnologia più avanzata. Secondo un rapporto del World Wildlife Fund for Nature (Wwf), la popolazione faunistica del pianeta è crollata del 68% dal 1970, grazie al bracconaggio e alla distruzione degli habitat. Di conseguenza anche la protezione degli animali si sta evolvendo. Un esempio? Quel che sta accadendo alla Balule Nature Reserve in Sudafrica, parte dell'immenso Kruger National Park.

Come riportato dalla Bbc, vengono usato smartphone con fotocamera inseriti in custodie protettive per trasmettere in streaming a tutto il mondo la vita della fauna. Si diventa così ranger con questo progetto pilota anti-bracconaggio chiamato Wildlife Watch, e messo a punto da Balule, Samsung e Africam. Gli spettatori sono stati in grado di segnalare attività sospette, parti di recinzione tagliate o rumori di spari ad esempio, avvisando per tempo le autorità.

"Il live-stream è un ottimo strumento che ci aiuta a monitorare ancora più aree in tempo reale", ha raccontato Leitah Mkhabela, membro dell'unità anti-bracconaggio tutta al femminile del parco nota come The Black Mambas.

"Ci sono persone in ogni continente che utilizzano ogni tipo di tecnologia per proteggere l’ambiente", aggiunge Stephanie O'Donnell, del gruppo Fauna & Flora International (Ffi) che guida il programma Wild Labs, un progetto volto a sperimentare la tecnologia per la protezione della natura. "Utilizziamo dispositivi acustici che ascoltano specifici richiami di animali e sistemi di tracciamento che monitorano dove vanno e migrano alcune specie". In Africa, il gruppo sta lavorando a stretto contatto con la Ol Pejeta Conservancy in Kenya, che ospita gli ultimi rinoceronti bianchi settentrionali.

Poi ci sono i progetti che sfruttano i satelliti per controllare la deforestazione e la pesca illegale, con droni e microfoni subacquei utilizzati per cercare di comprendere il comportamento delle balene in via di estinzione. "Una delle grandi sfide per gli ambientalisti è esaminare manualmente milioni di dati e di immagini ", afferma Stephanie. Di qui l’uso di intelligenza artificiale da parte di organizzazioni come lo stesso Wwf in collaborazione con Google.