Cambio climatico
Lake Mead in una foto di due giorni fa 

La grande sete americana: sta scomparendo Lake Mead

Il bacino artificiale più grande d'America, risorsa idrica di buona parte degli stati del Sud, ha raggiunto il livello più basso dal 1936. Colpa della siccità, dell'aumento di popolazione e di scarsa manutenzione. E con il caldo ora si temono gli incendi

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NEW YORK - La peggior siccità degli ultimi 20 anni (come ha mostrato il New York Times in prima pagina nei giorni scorsi) sta prosciugando pure il Lake Mead del Nevada: più grande reservoir d’America, che disseta buona parte degli stati del Sud. Il bacino artificiale  a circa 50 chilometri da Las Vegas ha infatti raggiunto il suo livello più basso dal 1936: l’anno, cioè, in cui venne formato. Ed è già allarme. Se la situazione si dovesse aggravare come pare davvero probabile visto che le previsioni non promettono nulla di buono gli stati che disseta con i suoi 35 miliardi di metri cubi di acqua  (sette, compresi Arizona, Nevada, Texas, California, e città importanti come Las Vegas e Phoenix) rischierebbero di trovarsi senz’acqua. In una condizione dunque di grave emergenza in un momento in cui la situazione è già pessima. Il Sudovest del paese, infatti, è stretto in una  morsa di calore classificata come “estrema”. E con la siccità che non si placa, il rischio di incendi è altissimo: e se per disgrazia col fuoco alle porte ci si dovesse trovare senz’acqua, la situazione potrebbe davvero diventare apocalittica.  

Non solo: attraverso l’immensa diga Hoover Dam, il celebre lago in cui confluiscono le acque del fiume Colorado, genera pure elettricità. Se il riempimento dovesse rallentare ulteriormente, ci saranno dunque pure seri contraccolpi energetici: tanto più che già la Hoover Dam lavorava a capacità ridotta. Il periodo peggiore potrebbe essere agosto: quando il caldo toccherà il suo picco, insieme al consumo di acqua nelle città e nei campi.  

La Hoover Dam ai minimi storici 

A scatenare l’emergenza non è solo l’ondata straordinaria di calore, comunque. Anche se i cambiamenti climatici hanno un ruolo importante, alla situazione pressocché disperata contribuiscono la cattiva condizione delle tubature – una discreta percentuale di acque finisce dispersa – insieme all’aumento di popolazione che ha fatto aumentare in maniera esponenziale la richiesta. 

Secondo dati della Nasa, il lago ha perso dal 2004 circa il 75 per cento delle sue acque, per un volume di circa 65 km cubi. La situazione sembra essere ormai irreversibile. Già uno studio del 2008 condotto dal Sio, Scripps Institution of Oceography) sosteneva che c’erano il 50 per cento delle probabilità di vedere il lago definitivamente prosciugato entro il 2021. Ebbene, ormai ci siamo molto vicini. Eppure, in tutti questi anni, non sono state attuate politiche migliorative. Insomma, vera cronaca di una morte annunciata....