Biodiversità
Un macaone (Papilio machaon) su un fiore di lavanda. Alain Jocard/AFP via Getty Images 

In difesa delle farfalle. E di tutti noi

Forse non tutti sanno che i veleni, anche quelli 'naturali' contro le zanzare uccidono anche lucciole, calabroni e, appunto, farfalle. I pesticidi vanno banditi, ma ognuno di noi può - e deve - fare qualcosa

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NASHVILLE – Per Natale dell’anno scorso, mio marito ha ordinato un cartello per il mio giardino per farfalle dalla Xerces Society For Invertebrate Conservation, un’organizzazione senza scopo di lucro che lavora per proteggere gli insetti e altri invertebrati in tutto il mondo. “Habitat per impollinatori”, recita il cartello. “Quest’area è stata piantata con fiori a misura di insetti impollinatori ed è protetta da pesticidi affinché possa garantire un habitat ottimale per le api e altri impollinatori.” Una nota riguardo dove trovare ulteriori informazioni include un codice QR che rimanda lo smartphone direttamente all’iniziativa “Bring Back the Pollinators” della Xerces Society.

La settimana nazionale degli impollinatori è iniziata il 21 giugno, che è anche il primo giorno di piena estate, stagione che associamo alle api e alle farfalle. Quale migliore occasione per lanciare una campagna di sensibilizzazione a favore degli insetti che sono direttamente responsabili del cibo e dei fiori? E quale altra campagna di sensibilizzazione potrebbe essere più necessaria in un’epoca in cui le popolazioni di insetti stanno diminuendo in modo drammatico? La maggior parte di noi riconosce una farfalla quando ne vede una ma le loro abitudini e le loro esigenze di habitat – oltre ai pericoli che devono affrontare - sono una questione a parte.

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Ad ogni modo non è per niente strano che abbiamo bisogno di una campagna di sensibilizzazione. I bambini piccoli inevitabilmente rimangono incantati dagli insetti, specialmente da quelli dai colori vivaci che fluttuano in aria come fossero fatti di aria stessa, come fossero dipinti da fate e liberati nel vento per esaudire i desideri. “Buh-fwy” (Butterfly, farfalla ndr) è stata una delle prime parole che tutti e tre i miei bambini hanno imparato. Oggi, nessuno di loro è in grado di riconoscere la differenza tra una farfalla tigre a coda di rondine e una farfalla zebra a coda di rondine, una monarca e una fritillaria del Golfo.

Beh, il mondo riserva altri incantesimi per catturare la fantasia dei giovani, lo so. E oggi ci sono molte meno farfalle da osservare rispetto a quante ce ne fossero quando i miei figli erano bambini. Il primo di questi ostacoli alla conoscenza entomologica è antico e irrimediabile. Il secondo non è né l’uno né l’altro. E risolverlo è cruciale perché gran parte della vita sulla terra, compresa la nostra, dipende da questo.

Non è un’iperbole. Almeno il 75% delle piante da fiore richiede l’intercessione degli impollinatori – api, farfalle e falene, certamente, ma anche pipistrelli ed uccelli, vespe e coleotteri – per produrre frutti e semi. Gli impollinatori sono responsabili di circa un boccone di cibo su tre che gli esseri umani mangiano.

Sfortunatamente, il mio cartello dell’habitat per impollinatori della Xerces Society non è l’unico cartello nuovo nel quartiere. Una volta arrivato il caldo, in molti dei prati dei miei vicini sono iniziati a spuntare cartelli che pubblicizzano un’azienda zanzaricida locale: “Prova la nostra botanica TUTTA NATURALE”, esortano i cartelli dei giardini, come se i veleni “naturali” non fossero in realtà tossici. Come se qualsiasi sostanza chimica che uccide le zanzare non uccida anche tutti gli altri insetti nel giardino. Se non fosse per tutti i videocitofoni, di notte farei il giro dell’isolato e affiggerei i miei cartelli accanto a quelli dell’azienda di zanzare. Sui miei si leggerebbe: “La cicuta è naturale.” “La belladonna è naturale”.

Ma se chiedi a coloro che hanno il cartello dell’azienda di zanzare nel proprio giardino perché stiano uccidendo tutte le lucciole, i calabroni e le farfalle, ti guarderanno perplessi. Non sanno che stanno uccidendo tutti gli invertebrati del loro giardino e che stanno facendo morire di fame tutti gli animali – uccelli, anfibi, rettili e molti mammiferi – che dipendono dagli insetti per il cibo. Non ci hanno mai pensato.

Altre persone, invece, ci stanno pensando: in tutto il paese gli sviluppatori di parchi solari stanno piantando fiori selvatici locali, trifogli e piante erbacee sia sotto che tra le file di pannelli solari, raddoppiando efficacemente l’impatto dell’energia rinnovabile trasformando questi parchi metaforici in veri e propri giardini per impollinatori. Questi prati edificati offrono benefici agli impollinatori aumentando l’efficienza dei pannelli solari e migliorando contemporaneamente la resa dei raccolti nelle aziende agricole limitrofe.

Sempre di più i progetti di edilizia urbana includono giardini pensili piantati per gli impollinatori. Il Kendeda Building for Innovative Sustainable Design, un nuovo edificio enorme presso il Georgia Institute for Technology nel cuore di Atlanta, ha recentemente soddisfatto i più alti standard mondiali per le strutture verdi (nonostante le notevoli sfide degli edifici rigenerativi nel caldo e afoso sud), grazie anche ai 403 m² di giardino per impollinatori sul suo tetto.

Nel dicembre 2020, lo U.S. Fish and Wildlife Service ha indicato la farfalla monarca come candidata alla lista delle specie in via di estinzione ma ha anche evidenziato che altre specie sono ancor più gravemente minacciate e devono essere protette per prime. Quest’anno un gruppo bipartisan di senatori e rappresentanti statunitensi ha risposto introducendo un disegno di legge per finanziare le protezioni di emergenza per la monarca occidentale che quasi certamente rischierà l’estinzione se non si farà nulla per aiutarla subito. (Per chiedere ai membri del Congresso di supportare il Monarch Act, clicca qui).

Iniziative come quelle dell’Iowa Monarch Conservation Consortium stanno ingaggiando gli agricoltori del Midwest per aiutare la monarca orientale a riprendere la rotta migratoria principale. La distruzione dell’habitat e l’uso di pesticidi nelle aziende agricole commerciali sono stati in parte responsabili della diminuzione della farfalla monarca, e gli agricoltori possono aiutare a ripristinare il loro numero piantando l’asclepiade su terreni non coltivati impiegando i pesticidi in modi molto più sicuri.

Queste iniziative private, no profit, aziendali e legislative volte a salvare gli impollinatori saranno sicuramente più efficaci rispetto a cambiamenti introdotti soltanto in un unico settore. Ciò che è indispensabile fare ora è sempre lo stesso – più iniziative come queste e maggiore aiuto da parte di tutti noi.

"Salviamo le farfalle con la citizen science"

Come mette in evidenza l’iniziativa “Bring Back the Pollinators” della Xerces Society, creare un habitat a misura di impollinatore non significa soltanto piantare dei fiori. Quasi come tutte le altre creature, gli impollinatori hanno bisogno di cibo, acqua, un riparo e un nido per i loro piccoli. Quindi, prepara una ciotola d’acqua poco profonda e riempila con dei sassolini o delle biglie per far sì che gli impollinatori abbiano un posto sicuro dove appoggiarsi mentre bevono. Quando arriva l’autunno, evita l’uso del pacciame per dar modo alle api che nidificano nel terreno di rifugiarvisi per l’inverno, e dopo il primo gelo lascia gli steli secchi in posizione verticale; molte api autoctone sverneranno in modo sicuro nascoste all’interno di questi gambi vuoti.

Soprattutto smetti di usare i pesticidi sia nel tuo giardino per farfalle che in qualsiasi altro posto, perché molti alberi e arbusti sono piante ospitanti fondamentali per gli impollinatori. L'acero rosso ospita la falena cecropia. Gli alberi di Asimina triloba ospitano le farfalle zebra a coda di rondine. Gli alberi di bagolaro ospitano una grande varietà di farfalle. Quindi, se ci sono dei buchi nelle foglie dei tuoi alberi e arbusti, sii felice: qualche insetto indispensabile li sta utilizzando come nidi.

All'inizio mi sono sentita un po' in imbarazzo per il mio cartello degli impollinatori. I miei amici del vicinato sanno già cosa ne penso dei loro pesticidi e se ad oggi non sono ancora riuscita a convincerli, nessun codice QR potrà mai farlo. Ma l’altro giorno, dei nuovi vicini hanno fermato mio marito in giardino e gli hanno detto che il nostro cartello li ha ispirati a rimuovere una parte del tappeto erboso nel loro giardino e a piantare dei fiori. Per le api e le farfalle.

 

Margaret Renkl è una collaboratrice della sezione Opinioni e scrive articoli su flora, fauna, politica e cultura nel sud dell’America

Traduzione di Beatrice Scarabino

© 2021 The New York Times