L'appello

L'Oms: "Dopo la pandemia i Paesi del G20 devono fare investimenti verdi"

Controlli a Venezia in vista del G20 (ansa)
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, in vista del vertice di questa settimana a Venezia: "Far ripartire l'economia globale senza peggiorare l'emergenza climatica"
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LONDRA – I paesi del G20 devono investire in un mondo post-pandemico più sano e più verde. Lo afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms), in un articolo pubblicato oggi sul Financial Times, in occasione del summit dei ministri delle Finanze del G20 che si tiene questa settimana a Venezia.

Ghebreyesus osserva che il caldo estremo in America del Nord, causa di centinaia di morti e danni enormi, è l’ennesima dimostrazione del cambiamento climatico. Sommato alla dipendenza dai carburanti fossili e alla pandemia del Covid, questo minaccia “conseguenze devastanti per la salute” del pianeta e dei suoi abitanti. Come affrontarla?

Il direttore generale dell’Oms cita due sfide gigantesche: primo, trovare una strada per uscire dalla fase acuta della crisi prodotta dal coronavirus; secondo, fare ripartire l’economia globale in modi che eviti di aumentare la crisi climatica. “Entrambe richiedono solidarietà globale e impegni finanziari”, nota Ghebreyesus.

La prima sfida richiede ciò che l’Oms, insieme all’Onu, una strategia coordinata per vaccinare il mondo in maniera equa. L’impegno preso dai leader del G7 al recente summit in Cornovaglia, continua l’articolo sul quotidiano della City, di condividere con il resto del globo 870 milioni di dosi entro il 2022 “è significativa”, ma non basta: “Abbiamo bisogno di un miliardo di dosi inviate a paesi a basso e medio reddito entro la fine di quest’anno per vaccinare coloro che sono più in pericolo di ammalarsi e di morire”.

Ma questa è soltanto la risposta a breve termine. Nel lungo termine, prosegue il direttore dell’Oms, solidarietà globale vuol dire investire in economia sostenibile. Dall’inizio della pandemia, invece, quasi metà del fondo di stimolo economico stanziato dal G20, pari a 300 miliardi di dollari, è andato a attività che producono carbone, petrolio e gas. L’inquinamento da combustibili fossili, sottolinea Ghebreyesus, causa 13 morti premature al minuto in tutto il mondo ovvero 7 milioni all’anno: più di quelle provocate finora dal Covid. E infatti la definisce “la pandemia silenziosa”, frutto di decenni di inazione a dispetto dei moniti degli scienziati.

Investire in economia verde, conclude l’articolo, è perciò la via per dare una migliore protezione sanitaria al pianeta e nel contempo per creare milioni di nuovi posti di lavoro. I piani per farlo esistono, approvati dall’Onu con il beneplacito dell’Oms. Bisogna applicarli con urgenza.