L'intervista

La star del web Jauncey: “Ecco come viaggiare in maniera più sostenibile”

A 34 anni è uno degli influencer più noti nel campo del turismo con oltre 30 milioni di followers sui social. “Oggi essere fra coloro che stanno migliorano la situazione non solo è possibile ma è facile"
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Si chiama Jeremy Jauncey, è nato a New York 34 anni fa e ha un pubblico sui social network di circa 30 milioni di persone. Una star del web cresciuta con foto e video di luoghi da sogno che mostra online attraverso la sua agenzia Beautiful Destinations o sui profili personali dove spesso appare con la compagna Pia Wurtzbach. Tedesco-filippina, classe 1989, anche lei è molto fotogenica essendo stata miss universo sei anni fa. Solo a tratti, guardando gli scatti su Instagram o le campagne pubblicitarie realizzate dall’agenzia che Jauncey ha fondato, si intuisce che dietro tanto apparire c’è anche impegno sociale e ambientale. Con una missione quasi impossibile: fare in modo che turismo e salvaguardia del pianeta possano andare a braccetto.

“Chiunque può viaggiare in una maniera più sostenibile”, racconta lui stesso in collegamento video dagli Stati Uniti. “Bisogna però iniziare dal conoscere il proprio impatto in termini di emissioni. Siamo tutti coscienti che c’è una crisi climatica, ma pochi agiscono per ridurla anche perché non sanno quanta CO2 emettono. Esistono diversi strumenti per misurarla e uno dei miei preferiti è quello disponibile sul sito inglese del World Wildlife Fund, il Wwf. Attraverso un questionario fornisce un’indicazione di quanto inquiniamo e anche di come ridurre le nostre emissioni”.

Jauncey lo abbiamo incontrato durante la presentazione dell’eLAB-ID, orologio della fiorentina Panarai composto per il 96,8% da materiali riciclati e venduto a 60mila euro. Esempio di quel nuovo lusso che intende non pesare ulteriormente sull’ambiente. Operazione ambiziosa: abbinare l’idea di esclusività con quella tutt’altro che sfavillante, fino ad oggi, del riciclo. Ma in fondo è la stessa impresa complicata messa in atto dell’influencer americano, ambasciatore oltre che del Wwf e di GoldStandard.org anche della stessa Panarai, che vuol unire un’industria inquinante come quella turistica con la difesa della natura.  

“Inutile nascondersi dietro un dito: il trasporto è uno dei fattori più critici. Ecco perché il turismo produce fra il cinque e l’otto per cento dei gas serra”, ammette Jauncey. “E il sistema peggiore per muoversi sono i voli a corto raggio, che andrebbero evitati. Usare in quel caso il treno o la macchina aiuta a ridurre le emissioni. Ma ci sono altri tre aspetti da tenere in considerazione: in primo luogo il consumo di energia, dunque bisogna sempre puntare alle fonti rinnovabili sia a casa sia quando si viaggia, scegliendo se possibile hotel e alloggi che usano elettricità pulita; in secondo luogo evitare di mangiare cibi fuori stagione o che non appartengono a quell’area geografica, perché vuol dire che sono stati trasportati; in ultimo il vestiario e l’elettronica di consumo: anche in questo caso meglio optare per capi realizzati localmente, benché spesso costino di più della moda usa e getta che ha un impatto enorme sul pianeta, ed evitare di cambiare lo smartphone una volta l’anno perché tanto il modello appena uscito non offre molto di più e produrlo impoverisce le risorse del pianeta”. 

Jeremy Jauncey consiglia di usare gli strumenti online come quello del Wwf per stabilire, con un certo grado di precisione, quanta CO2 emetteremo durante i singoli viaggi. Alcuni di questi strumenti riescono a stimare l’impatto differente fra stanze d’albergo e abitazioni private in affitto. Soprattutto invita a scegliere destinazioni poco affollate e dove appunto non è necessario prendere voli di continuo.

“È davvero semplicissimo fare qualcosa per l’ambiente”, conclude. “Iniziano ad esserci sempre più agenzie di viaggio e strutture che pensano alla sostenibilità, oltre ad organizzazioni che investono nelle comunità locali. Credo che il messaggio importante da dare sia proprio questo: oggi essere fra coloro che stanno migliorano la situazione non solo è possibile ma è facile”. In realtà la strada è ancora lunga per arrivare ad un turismo sostenibile. Jauncey però è convinto sia un sentiero che si possa percorrere un po’ alla volta. Ovviamente fra uno scatto su Instagram e l’altro.