Emissioni

Ci risiamo: i satelliti scovano altri due mega pennacchi di metano nel bacino del carbone australiano

In giallo le emissioni di metano rilevate il 21 giugno sopra l'area del Bowen Basin da Kayrros. Nel cerchio uno dei pennacchi. 
L'area del Bowen Basin è sotto accusa da tempio per le emissioni smodatte di questo gas a effetto serra: sono del 47% superiori alla media
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Una colossale fuga di metano, con almeno due gigantesche nubi, è stata scoperta nei pressi di uno dei più importanti distretti carboniferi australiani: a rivelare la presenza del gas nell’atmosfera sono stati i dati raccolti dai satelliti dell’Agenzia spaziale europea e analizzati dalla società specializzata Kayrros.

Lo scorso 21 giugno i due grandi pennacchi di gas metano, che in base agli studi contribuisce al riscaldamento globale 80 volte più dell’anidride carbonica nei suoi primi 20 anni di permanenza nell’atmosfera, sono stati individuati nei pressi del Bowen Basin, dove sorgono diverse miniere di carbone, materiale di cui l’Australia è uno dei maggiori esportatori al mondo. Secondo Kayrros la fuga di gas proviene proprio dal distretto carbonifero, per quanto le nubi, al momento della scoperta, fossero così estese da lasciare spazio anche ad altre ipotesi sulla loro origine.

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Quello che si sa per certo è che il Bowen Basin è una delle aree più importanti per l’industria carbonifera australiana: per ogni tonnellata di minerale ricavato nell’area, rivela Bloomberg, vengono rilasciati in media 7,5 chilogrammi di metano nell’atmosfera. Il dato, secondo i calcoli di Kayrros basati sui dati dell’Agenzia internazionale per l’energia, è superiore del 47% rispetto alla media globale del 2018.

Da tempo le fughe di metano nell’atmosfera sono finite sotto i riflettori a causa dei loro effetti deleteri per il riscaldamento globale: la riduzione delle emissioni provenienti dall’industria dei combustibili fossili è considerata dagli studiosi una delle modalità più semplici ed economiche per contenere l’aumento delle temperature nel breve termine.

Per quanto riguarda l’industria del carbone, finora gli sforzi si sono concentrati in gran parte sulla riduzione delle grandi quantità di anidride carbonica generate durante la combustione, ma anche il processo estrattivo presenta forti criticità. Spesso i produttori decidono di rilasciare nell’atmosfera il metano trovato durante gli scavi, per limitare il rischio di esplosioni nelle miniere. E secondo la Global Methane Initiative entro la fine del decennio il settore carbonifero sarà responsabile di circa il 10% delle emissioni di gas metano causate dall’attività umana.