Il fisco verde

Nuove vetrate e Superbonus, si può fare

Bed Zed Development, Surrey, Gran Bretagna. BuildPix/Construction Photography/Avalon/Getty Images 
L'Agenzia delle entrate ha ampliato gli spazi di manovra: si possono creare, a patto di ridimensionare quelle che possono diventare più piccole
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La villetta al mare anni '50, un po’ anonima e non più in ottime condizioni, ma con una bella vista mare. Sarebbe bello ripartire da zero e trasformarla in una costruzione più moderna, con ampie vetrate e una nuova distribuzione degli spazi interni. Ma se pensare di demolire e ricostruire costa veramente troppo, una soluzione c’è: si possono creare ampie vetrate a patto di ridimensionare quelle che possono diventare più piccole, o sparire proprio, senza far perdere vivibilità complessiva agli ambienti. Il tutto con il Superbonus. Una possibilità in più, grazie ad un intervento delle Entrate che offre nuovi margini di manovra in questo senso.

Le regole di base

In linea di principio in caso di ristrutturazione e non di abbattimento e ricostruzione, per accedere alle detrazioni per risparmio energetico, Superbonus compreso, i lavori devono comportare la sostituzione di elementi già esistenti e non una nuova installazione. In sostanza la detrazione è vincolata dal rispetto del principio della riduzione del consumo di energia. Quindi  i lavori di demolizione e ricostruzione possono comportare il cambiamento delle dimensioni, della posizione e dell'orientamento degli infissi, tenuto conto che in questi casi il principio di risparmio energetico tra la situazione ante e post intervento è garantito dal rispetto dei requisiti minimi, che assimila gli edifici sottoposti a demolizione e ricostruzione a nuove costruzioni. Nel caso delle semplici ristrutturazioni, invece, occorre fare attenzione al cambiamento delle dimensioni degli infissi.

La posizione dell'Agenzia delle Entrate

L’Enea è sempre stata molto rigida sulla questione: se gli infissi cambiano dimensione la detrazione non è ammessa, dato che la ristrutturazione, secondo Enea, non può portare innovazioni. Diversa invece la posizione delle Entrate, molto più attenta alle mutate esigenze e anche alle innovazioni architettoniche. Con la risposta 524 del 30 luglio scorso, infatti, l’Agenzia ha preso una posizione diversa chiarendo che il principio è giusto, ma va applicato in riferimento all'edificio nel suo complesso, per valutarne il comportamento energetico. Per l’Agenzia non ci si può limitare, in sostanza, a considerare finestra per finestra, ma bisogna far riferimento alla superficie vetrata presente in tutto l’immobile. Quindi per gli interventi diversi da quelli di demolizione e ricostruzione è possibile fruire del Superbonus anche nell'ipotesi di interventi di spostamento e variazione di dimensione degli infissi a condizione che la superficie "totale" delle vetrate al termine dei lavori complessivamente risulti  uguale a quella precedente. In questo modo si mantiene la garanzia del principio di risparmio energetico, ma si lascia anche spazio alle innovazioni.

Le soluzioni ammesse

Grazie a questo intervento chiarificatore, in sostanza, basta rivolgersi ad un bravo architetto e si può allargare la vetrata del soggiorno, eliminando ad esempio la portafinestra della cucina che dopo la ristrutturazione si trasformerà in angolo cottura, e trasformare magari in oblò le finestre dei bagni. Con un po’ di creatività, insomma, può avere un nuovo aspetto e diventare una casa glamour anche la vecchia villetta. Ovviamente per poter fare i lavori a costo zero si dovrà ottenere la riduzione di due classi energetiche e quindi si dovrà intervenire anche sull’impianto di climatizzazione come lavoro trainante, dovranno poi sicuramente essere installati i pannelli e le schermature solari, ma non c’è dubbio che alla fine oltre che un beneficio in termini ambientali si avrà anche una notevole valorizzazione economica della  costruzione.