Salute

Gli Stati Uniti mettono al bando il pesticida che fa male ai bambini (ma in Italia si usa ancora)

Dopo anni di battaglie legali l'Agenzia per la protezione ambientale statunitense vieterà l’uso del clorpirifos, che può avere effetti negativi sul quoziente intellettivo e sulla memoria dei più piccoli. Da noi questo insetticida, in via eccezionale, viene però ancora utilizzato
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti dicono finalmente basta al clorpirifos, un pesticida largamente usato su frutta e verdura e che causa danni neurologici nei bambini. L’ennesimo stop alla sostanza chimica, già bandita anche nell’Unione Europea, che viene però ancora utilizzata in via eccezionale in Italia.

L’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (Epa) vieterà l’uso del clorpirifos a seguito di un'ordinanza di aprile di una Corte d'Appello federale che le ha imposto di fermarne l'utilizzo agricolo a meno che non ne potesse dimostrare la sicurezza. La legge entrerà quindi in vigore tra sei mesi e gli ambientalisti stimano che ridurrà l’utilizzo del pesticida del 90 per cento.

Il clorpirifos è un insetticida organofosfato utilizzato dal 1965 su un numero svariato di colture - dai semi di soia agli alberi da frutta e noci, passando per broccoli e spinaci. I suoi effetti nocivi sono stati dimostrati da tempo: secondo uno studio del 2011 i bambini di 7 anni che in fase prenatale sono stati esposti al pesticida hanno un quoziente intellettivo inferiore dell’1,4 per cento e un deficit del 2,8 per cento sulla memoria a breve termine. Ma nonostante i risultati di questi studi l’amministrazione Trump non ha voluto vietarne l’uso.

Sono tante le donne che lavorano nell’agricoltura che per anni hanno avuto paura. "Non abbracciano i loro figli finché non si cambiano i vestiti, lavano il bucato separatamente. Quando abortiscono, o quando i loro figli hanno difetti alla nascita o difficoltà di apprendimento, si chiedono se le loro esposizioni lavorative abbiano danneggiato i loro figli", ha raccontato al New York Times Elizabeth Strater, direttrice delle campagne strategiche per United Farm Workers of America, uno dei gruppi che si è battuto per l’abolizione del clorpirifos.

Dopo anni di battaglie legali e petizioni - firmate non solo da ambientalisti e gruppi di agricoltori, ma anche diversi Stati, tra cui California, Hawaii, New York, Maryland, Washington, Vermont e Massachusetts - si è giunti finalmente alla svolta. "La fine dell'uso del clorpirifos sul cibo - ha dichiarato il capo dell'Epa Michael S. Regan - contribuirà a garantire che i bambini, i lavoratori agricoli e tutte le persone siano protetti dalle conseguenze potenzialmente pericolose di questo pesticida".

A gennaio 2020 anche la Commissione Europea ha introdotto il divieto d’uso di pesticidi a base di clorpirifos e clorpirifos-metile, non rinnovandone la licenza commerciale sul territorio comunitario. Ma litalia ne ha autorizzato l’utilizzo in deroga già due volte: sia nell’estate del 2020 che nel 2021.

Il ministero della Salute ha approvato l'utilizzo del prodotto fitosanitario Sundek Cimice 2021 a base di clorpirifos-metile in via eccezionale su alcuni alberi come melo, pero, pesco, nettarino, noce e nocciolo per combattere la cimice asiatica, un parassita che nel 2019 ha provocato danni per 740 milioni nei campi italiani di frutta, ortaggi e mais. La deroga valeva 120 giorni ed è scaduta il 17 agosto 2021.

Esistono però metodi più naturali per difendere i raccolti dalla cimice asiatica, come l’introduzione nell’ecosistema del Trissolcus japonicus, la vespa samurai, sua nemica naturale. Un piano che è stato autorizzato dal ministero della Transizione Ecologica per il secondo anno consecutivo e che, sul lungo periodo, potrebbe permettere all’Italia di dire addio ai pesticidi. Per un’agricoltura che ha sempre più rispetto della salute e dell’ambiente.