Salute pubblica

Salvate l'alpaca Geronimo: la battaglia dell'allevatrice inglese contro l'abbattimento

Una manifestazione contro l'abbattimento di Geronimo 
È risultato positivo a due test per la tbc, ma la proprietaria denuncia: "Non sono validi e vanno ripetuti". I veterinari: "Andrebbe studiato, non abbattuto". Una petizione contro la decisione dell'organismo di sanità pubblica e campagne social: la sensibilità inglese per i diritti degli animali
2 minuti di lettura

Di Geronimo si è dovuto occupare il premier Boris Johnson, che in questo momento ha abbastanza da fare, e per lui si sono già mobilitate 130mila persone, che in Gran Bretagna hanno firmato la petizione per chiedere che non venga ucciso e sono state fatte manifestazioni di piazza. Gli animali e i loro diritti, dimostra la storia dell’alpaca Geronimo, nato in Nuova Zelanda ma ora ospite di un allevamento nel South Gloucestershire, riescono a conquistare i titoli dei giornali inglesi anche quando le tragedie umane hanno eco mondiale.

Sulla testa di Geronimo pesa una condanna a morte, perché durante un controllo veterinario di routine nell’allevamento della signora Helen Macdonald, a Wickwar, l’alpaca è risultato positivo al test per la tubercolosi bovina. La tubercolosi bovina è una malattia infettiva cronica, causata da un batterio a crescita lenta, il Mycobacterium bovis, che può infettare tutti i mammiferi, uomo compreso, attraverso inalazione o ingestione, o per trasmissione per contatto naso-naso e per contatto con saliva, urina, feci e latte. I meno giovani ricordano le prescrizioni di bollire sempre il latte prima di consumarlo, ormai obsolete nei Paesi sviluppati grazie alle moderne tecniche di sterilizzazione di routine.

Test per la tbc, come quello eseguito nell’allevamento inglese, sono poi prassi in tutta Europa e una priorità per la salute pubblica, proprio per prevenire all'origine eventuali contaminazioni del latte. In Gran Bretagna, però, le azioni per la prevenzione della tubercolosi bovina hanno di recente sollevato alcuni dubbi e polemiche quando sono state avviate massicce campagne di abbattimento di animali selvatici come i tassi (Meles meles), accusati di trasmettere la tbc agli animali di allevamento.  In seguito, studi come quello di Rosie Woodroffe della Zoological Society of London (Zsl) su Ecology Letters hanno provato che i tassi favoriscono l’habitat adatto al pascolo del bestiame, ma raramente si avvicinano a una mucca tanto da poterle trasmettere l’infezione.

Ecco perché, perciò, l’argomento abbattimento di animali e tbc suscita tanto clamore in Gran Bretagna, nazione decisamente all’avanguardia sui diritti degli animali, anche se ad essere condannato a morte è un solo alpaca. La Signora Macdonald per salvare Geronimo è passata attraverso tutti i gradi di giudizio (il primo test positivo è del 2017) e non intende demordere ora che la sentenza è definitiva. L’allevatrice sostiene che l’alpaca era stato sottoposto a test con esito negativo in Nuova Zelanda, prima di essere importato in Gran Bretagna, dove, per altro, aveva osservato la quarantena obbligatoria. Ai tribunali inglesi la signora ha obiettato che ci sono numerosi casi di falso positivo e che la Defra, il Dipartimento per l'alimentazione, l'ambiente e gli affari rurali che ha disposto l’abbattimento di Geronimo dopo due test positivi, non ne ha mai voluto tenere conto.

Il caso di Geronimo pone anche un altro interrogativo: la battaglia portata avanti dall’allevatrice si basa sull’affidabilità di test pensati per i bovini applicati anche ad altre specie (l’alpaca è un camelide, allevato per la sua lana).  

Quanto sono dunque affidabili, in positivo o negativo, le procedure di controllo su specie che non sono endemiche? Anche per questo Macdonald ha più volte chiesto la ripetizione dei test, sostenendo che il suo animale è sano come provano gli esami fatti in Nuova Zelanda, dove l’allevamento degli alpaca è molto più diffuso. In favore della causa di Geronimo adesso c'è anche un gruppo di veterinari, tra i quali un ex funzionario della Defra, che in una lettera appoggiano le ragioni della proprietaria dell'alpaca. "Da questo animale potremmo trarre informazioni preziose se invece che sopprimerlo lo studiassimo", affermano i medici.

Tuttavia l’ordine di abbattimento è ora esecutivo e in 30 giorni dovrebbe essere eseguito. MacDonald continua ad appellarsi all’opinione pubblica e al governo e promette di non darsi per vinta.  Alla domanda su cosa farà quando e se i funzionari arriveranno nella sua proprietà per sopprimere Geronimo ha dichiarato alla Bbc: “Non voglio infrangere la legge, ci limiteremo a ostacolarli. Non sono una criminale, ma stanno cercando di trasformarmi in uno di loro”. Per parte sua la Defra ha fatto sapere che non procederà subito all’abbattimento, ma concederà all’allevatrice il tempo per sopprimere Geronimo come le sembra più opportuno.