Il rapporto

Le soluzioni di Tony Blair per ridurre la CO2 sono fatte di piccoli sforzi

La scelta nell'alimentazione svolge un ruolo importante per ridurre l'impatto ambientale (afp)
La ong dell'ex premier britannico indica che anche cambiare di poco le abitudini, come usare meno l'auto o mangiare meno carne, influisce sulle emissioni globali. "Rafforzare la conoscenza del tema e coinvolgere nei processi decisionali gli elettori"
2 minuti di lettura

C’è chi sostiene che per azzerare le emissioni di gas serra dovremo stravolgere il nostro stile di vita. E chi, invece, è convinto che una simile svolta censoria e vagamente apocalittica non serva a nulla. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Il nuovo rapporto del Tony Blair Institute for Global Change – intitolato Planes, Homes and Automobiles: The Role of Behaviour Change in Delivering Net Zero – calcola che basterebbero piccoli sforzi da parte di ciascuno per contenere il riscaldamento globale.

Non è necessario che tutti smettano di volare, è sufficiente che i chilometri percorsi in media a persona su un aereo siano tagliati di un massimo del 6% tra il 2019 e il 2035. Non tutti devono diventare vegetariani: si limiti il consumo di carne e latticini di circa il 20% nell’arco di 15 anni. Non bisogna rottamare le automobili: i chilometri percorsi da ogni guidatore devono solo diminuire del 5% circa. Anche migliorare l’efficienza energetica di abitazioni e uffici è un passaggio essenziale, forse il più complicato perché richiede interventi sulla gran parte degli immobili con conseguenti costi e disagi.



L’organizzazione senza scopo di lucro fondata dall’ex primo ministro britannico, in pratica, ha cercato di rispondere a due domande: quali modifiche nel comportamento dei consumatori saranno indispensabili per raggiungere l’obiettivo “zero emissioni nette” nel Regno Unito? E quanto è pronta la popolazione del Paese ad apportare tali modifiche? L’analisi si sofferma sulla situazione nazionale, ma vale a livello generale.

In tutto il mondo, infatti, governi e aziende si sono impegnati ad arrivare al traguardo della neutralità climatica entro il 2050. Senza l’adesione dell’opinione pubblica, però, sarà impossibile. Il rapporto cita l’esempio della decarbonizzazione: finora non ha richiesto grandi mutamenti economici e sociali; tuttavia, in futuro si rivelerà un’operazione più costosa, che trasformerà il modo di produrre e utilizzare l’energia, di muoversi e di costruire gli edifici.



Nel Regno Unito, dal 2009 al 2019, l’87% della riduzione di emissioni è stato ottenuto attraverso misure che non riguardavano i comportamenti personali. Ma la proporzione scende al 41% dal 2020 al 2035, mentre il minor impatto ambientale garantito da comportamenti più consapevoli aumenta dal 13% al 59%. Ecco perché la rivoluzione tecnologica da sola non sarà efficace. Si dovrà adeguare anche la condotta (e il consenso) dei cittadini.

Qui entrano in gioco le tre posizioni individuate dallo studio: alcuni credono che lo “zero netto” non implichi per forza compromessi onerosi; altri trovano desiderabili molti dei cambiamenti richiesti sia per contrastare la crisi climatica sia per motivi diversi; altri ancora affermano che questi saranno così profondi da decretare la fine delle abitudini confortevoli di cui abbiamo goduto per generazioni.

La conclusione a cui giunge il rapporto è che il percorso verso il 2050 imporrà indubbiamente novità talvolta impopolari, ma lo standard di vita non si abbasserà e spesso si registreranno benefici collaterali. Insomma, la soluzione maggiormente realizzabile dal punto di vista politico consiste nel concentrarsi su un numero ristretto di specifici cambiamenti comportamentali. Rafforzando la conoscenza del tema e coinvolgendo nei processi decisionali quelli che vengono indicati come “elettori”.

Occorrerà un mix di fattori. In primis, l’innovazione tecnologica e la sostituzione dei combustibili fossili con fonti energetiche pulite. Poi, i cambiamenti del comportamento individuale e sociale. Infine, una combinazione delle due cose: come l’uso di veicoli elettrici e pompe di calore al posto di automobili a benzina e caldaie a gas.