Inquinamento

Tonnellate di petrolio a largo della Siria

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Una fuoriuscita di carburante da una centrale elettrica ha già coperto 800 chilometri quadrati e si sta allargando vesto Cipro e la Turchia. Minacciando gli ecosistemi e le comunità che vivono lungo le coste
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Una marea nera ha invaso le acque del Mediterraneo. Una fuoriuscita di petrolio da una centrale elettrica siriana ha già coperto 800 chilometri quadrati e si sta allargando a vista d’occhio. Minacciando di lambire le coste di Cipro e della Turchia, con conseguenze devastanti per gli ecosistemi e la biodiversità marina, nonché seri rischi per le comunità e le imprese che vivono di turismo e di risorse marine.

Lo sversamento è avvenuto il 23 agosto a causa di una perdita accidentale da un serbatoio che conteneva 15.000 tonnellate di carburante nella centrale elettrica di Baniyas, lungo le coste della Siria. Secondo l’agenzia di Stato Sana e viste le immagini satellitari il greggio ha già raggiunto la città costiera di Jableh, circa 20 km a Nord dell’impianto, e si sta spostando verso Cipro.

Già il giorno dopo lo sversamento, i tecnici dell’impianto di Baniyas sono riusciti a bloccare la fuoriuscita e mettere in sicurezza il serbatoio. Il ministero siriano dell’Ambiente e le autorità hanno anche avviato con urgenza le procedure di pulizia per evitare il disastro ambientale, ma la perdita continua a espandersi minacciando gli ecosistemi e le comunità che vivono lungo le coste.

"Esortiamo tutti i Paesi colpiti ad agire rapidamente - ha dichiarato Mauro Randone di Wwf Mediterranean Marine Initiative  - e a stanziare fondi in modo che possa essere condotta un'efficace pulizia delle aree colpite per evitare ulteriori dispersioni e contaminazioni di habitat incontaminati e specie marine. È tempo che tutti i Paesi del Mediterraneo adottino misure forti per riadattare e mettere in sicurezza le infrastrutture obsolete di petrolio e gas in modo che non si verifichino altri incidenti di questo tipo".

(ansa)

I modelli suggeriscono che la perdita raggiungerà presto la penisola di Karpas, nel Nord di Cipro, la zona dell’isola controllata dalla Turchia. La macchia è già vicino capo Apostolos Andreas, il punto più nord-orientale della Repubblica Turca di Cipro del Nord, che dista solo 130 chilometri da Baniyas, la città dove è avvenuto lo sversamento e che si trova in una parte della Siria devastata dalla guerra sotto il controllo di Damasco.

(ansa)

Il primo ministro nordcipriota Ersan Saner ha affermato che sta adottando tutte le misure necessarie per evitare che la marea nera causi danni e che sta ricevendo assistenza dalla Turchia. "Stiamo mobilitando tutti i mezzi a nostra disposizione - ha invece dichiarato il vicepresidente della Turchia Fuat Oktay all'agenzia di stampa Anadolu - senza dare alcuna possibilità alla fuoriuscita di trasformarsi in un disastro ambientale".

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