Biodiversità

La strana passione della Repubblica ceca per i ghepardi

Un ghepardo nella Mashatu game reserve, Botswana.  Cameron Spencer/Getty Images 
Praga è uno tra i governi più impegnati al mondo nella lotta per salvare questi felini a rischio estinzione, minacciati da bracconieri e agricoltori
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BERLINO – Sembra strano eppure è cosí: un folto team di esperti e naturalisti della Repubblica ceca, dove il cittadino medio non ha mai visto un ghepardo se non allo zoo, è in prima linea nel Somaliland nel team internazionale per salvare l'agile, elegante felino – l'animale terrestre piú veloce del mondo – dalle insidie crescenti del bracconaggio che rende decine di milioni col contrabbando illegale di pellicce. Praga è uno tra i governi piú impegnati al mondo nella lotta per salvare i ghepardi, una specie a rischio estinzione di cui si calcola restino in vita in libertà appena 7.000 esemplari in tutto il mondo.

Oltre ai bracconieri, anche gli agricoltori si accaniscono contro i ghepardi temendo che divorino le loro mandrie. Dal 1975 comprare o vendere un ghepardo è illegale in tutto il mondo, e il felino si riproduce ben difficilmente in cattività.

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Salvarlo è dunque un compito molto difficile, aggravato spesso dalla debolezza nella difesa della natura da parte dei governi dei paesi dove Acinonyx jubatus, questo il nome scientifico, ha il suo habitat naturale.

Il capo del team di difensori di ghepardi venuto dalla Cechia è Tomas Maule, che coordina il lavoro dei suoi uomini con quello dello Horn of Africa conservation alliance, del WWF e di altre organizzazioni naturaliste e animaliste. Come ha spiegato a Radio Praga, che ha dedicato un lungo servizio al tema: "Siamo in guerra contro bande criminali internazionali impegnate a catturare ghepardi per venderli vivi al mercato nero internazionale o per arricchirsi con le loro pellicce. Il problema è aggravato dall'estrema povertà delle popolazioni del Corno d'Africa, che in cambio di pochi soldi aiutano bracconieri e contrabbandieri di ghepardi“.

Corpi armati statali locali, dice ancora Maule, specie nel Corno d'Africa e altrove nel continente non fanno nulla per proteggere i ghepardi, e ogni anno si calcola che almeno 300 cuccioli siano rapiti vivi per sparire nella rete internazionale del contrabbando e un numero imprecisato di ghepardi venga abbattuto per la pelliccia. "Per questo insieme al WWF e allo Horn of Africa conservation alliance stiamo organizzando in tutta fretta corpi volontari che formino squadre armate pronte a tutto per difendere i ghepardi. La sezione ceca dell'organizzazione Veterinari senza frontiere appoggia l'iniziativa con soldi e consiglieri. Il tempo stringe, e ogni aiuto, anche donazioni di semplici cittadini da tutto il mondo, ci aiuterebbero moltissimo", conclude Maule a Radio Praga.