Innovazione

Se è al rame il pannello costa meno e rende di più

La produzione di un pannello solare che usa il rame al posto dell'argento, da parte della startup australiana SunDrive Solar 
SunDrive, con sede in Australia, ha realizzato un'innovazione nei materiali che promette di aumentare l'efficienza e ridurre il costo dei pannelli solari. Partendo da un garage
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Il rame. Con questo metallo, una startup nata in Australia circa sette anni fa, ha finalmente raggiunto il suo primo importante obiettivo, quello di realizzare pannelli solari molto più economici rispetto a quelli esistenti, mantenendo e anzi anche aumentando la produzione di energia elettrica rinnovabile.

Tutto nasce da un'idea di Vince Allen ed è stata realizzata in un garage nella periferia di Sydney. La soluzione è stata quella di sostituire il costoso argento, usato finora nella produzione dei pannelli solari, con un metallo molto più economico: il rame. SunDrive Solar, la società che ha co-fondato nel 2015 sulla base di questa ricerca, ha dimostrato la scorsa settimana di aver prodotto una delle celle solari più efficienti di tutti i tempi, secondo un importante laboratorio di test indipendente. Se SunDrive potrà produrre in serie la sua tecnologia - e questa resta ancora l'incognita - la startup australiana potrebbe ridurre il costo dei pannelli solari e rendere l'industria molto meno dipendente dall'argento. "Il vantaggio del rame è che è molto abbondante e di solito circa 100 volte più economico dell'argento", ha spiegato Allen.

Vince Allen (a destra) e David Hu, cofondatori di SunDrive 

SunDrive ha raccolto fino ad oggi circa  7,5 milioni di sterline da Blackbird Ventures e altri grandi investitori. Mike Cannon-Brookes, una delle persone più ricche d'Australia, ha sostenuto la startup attraverso la sua Grok Ventures; così ha fatto l'ex capo della Suntech Power Holdings Co. Shi Zhengrong, a volte chiamato il "Re Sole" per il suo ruolo nell'industria dei pannelli solari. La società ha anche ricevuto più di 2 milioni di dollari tramite una sovvenzione dall'Australian Renewable Energy Agency, un ente governativo incaricato di promuovere la tecnologia verde. 

Circa il 95% dei pannelli solari è costituito da celle fotovoltaiche realizzate con ''wafer'' di silicio. Per estrarre la corrente elettrica dalle celle, in genere è necessario fonderle con contatti metallici. L'argento è stato a lungo il metallo preferito perché è facile da lavorare e molto stabile. I produttori di pannelli solari ora consumano fino al 20% dell'argento industriale mondiale ogni anno. Quando i prezzi dell'argento sono alti, il metallo da solo può rappresentare il 15% del prezzo di una cella solare. L'industria del solare avrà bisogno di sempre più argento mentre continua a crescere il suo prezzo e, ad un certo punto, sostengono i ricercatori di SunDrive, è probabile che la domanda del metallo limiterà la diffusione dell'energia rinnovabile attraverso i pannelli fotovoltaici necessaria per ridurre le emissioni di gas serra.

Il problema che ha impedito ai produttori di pannelli solari di abbandonare l'argento è stato che il rame non si presta alle tecniche di produzione standard, in parte perché non si attacca bene alle celle solari. Il rame si ossida anche più facilmente, il che influisce sulla sua capacità di condurre corrente. 

Allen non si è dato per vinto e dopo due anni di esperimenti condotti nel garage, alla fine ha sviluppato una tecnologia che consente di far aderire in modo sicuro sottili linee di rame sulle celle solari, eliminando il problema dell'ossidazione.  Alla fondazione di SunDrive ha concorso anche l'ex coinquilino di Allen, David Hu, 33 anni, che ora si occupa di commercializzare la nuova tecnologia elaborata dal team di ricercatori della startup australiana.