Riciclo

Raccoglie 25 milioni di tappi: con il riciclo 108 mila euro in beneficenza

Roberta Masat, bancaria di Pordenone, da otto anni regala nuova vita ai prodotti in sughero sostenendo progetti di solidarietà
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Può un tappo di sughero usato e pronto a essere gettato nei rifiuti regalare, invece, una nuova vita? Roberta Masat, bancaria di Pordenone, non soltanto ne è convinta, ma da 8 anni nel proprio tempo libero li raccoglie con passione per sostenere progetti solidali, a partire da quelli a favore dei malati oncologici dopo che anche lei ha combattuto e vinto la sua battaglia contro il cancro. Una malattia che le ha portato via la madre in giovane età: anche per questo è iniziato il suo impegno che ora la vede affiancata da oltre 350 volontari nell'associazione da lei fondata e che presiede, Tappodivino. Infatti da quel primo, singolo, tappo recuperato, ora si è arrivati a 25 milioni di pezzi, attraverso una rete che conta su mille 400 punti di raccolta tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Un progetto che vede il sostegno prezioso di Amorim Cork, azienda leader a livello internazionale nei tappi in sughero.

Un'azione di cuore che in questi anni ha permesso di raccoglie 108 mila euro donati poi a organizzazioni benefiche. E non ha alcuna intenzione di smettere. "Ormai mi chiamano la signora dei tappi - sorride - e sapendo qual è la mia bicicletta con cui mi reco al lavoro ogni giorno a Pordenone, me li lasciano direttamente nel cestino. Anche perché, ed è questo il messaggio più importante che mi piacerebbe arrivasse alle persone, bastano davvero un paio di tappi raccolti per iniziare a fare la differenza".

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Oltre alle realtà sostenute grazie ai fondi raccolti (Via di Natale, Dynamo Camp, associazione Sogni, Una mano per vivere, Drago rosa Burida, Avapo, Fondazione Luchetta Ota D'angelo Hrovatin, Bambini del Danubio), infatti, si fa bene all'ambiente e si favorisce l'economia sostenibile, visto che il sughero è un materiale naturale, riciclabile e che immagazzina la CO2. Insieme a Masat sono 25 i coordinatori che si prendono cura di tenere i contatti con tutti i volontari e far confluire i tappi in sei grandi centri di raccolta (per il Friuli Venezia Giulia sono a Prata di Pordenone, Gorizia e Trieste) da dove poi raggiungono una cooperativa sociale di Cuneo che impiega persone disabili.

Il riutilizzo prevede la macinatura e ridotti in polvere iniziano la loro seconda vita, sia nuovamente come tappi sia come altri oggetti, per esempio quelli di design.

"Tutto - aggiunge Masat - è alla luce del sole e pubblichiamo alla fine dell'anno gli estratti conto dei bonifici effettuati: i volontari, a parte le spese vive per il sito web e la polizza assicurativa, offrono tutti il loro tempo gratuitamente".


Un impegno comune che ha fatto nascere una forte amicizia.l'esperienza del lockdown. "Abbiamo una chat - conclude Masat raccontando la sua avventura - nella quale durante i lockdown ci siamo fatti forza a vicenda e nella quale organizziamo la cena annuale in cui ci ritroviamo e in cui ognuno paga la propria parte. Mai avrei immaginato di arrivare a tutto questo il giorno in cui ho iniziato la mia raccolta, chiedendomi se il primo tappo di sughero dovesse andare nella raccolta dell'umido o nel secco, salvo poi capire che poteva avere una nuova vita".