Giornata dell'alimentazione

La nostra dieta non è abbastanza mediterranea: per l'ambiente (e la salute) si può fare di più

Come è cambiato il nostro modo di mangiare negli ultimi anni: meno carne e grassi, ma anche meno frutta a verdura, sostituiti da zuccheri e carboidrati raffinati, troppi sprechi. I consigli per un'alimentazione più sana e sostenibile

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Il cibo corrisponde alla produzione di un terzo dei gas serra che stanno provocando la crisi climatica, mentre il sistema alimentare avrebbe una grande potenzialità: quella di nutrire e contemporaneamente preservare la natura. Per questo motivo, nel 2019, Lancet ha pubblicato il rapporto Food in the Anthropocene con i risultati della Eat-Lancet Commission. Contengono suggerimenti che permetterebbero di ottenere salute e sostenibilità allo stesso tempo. Vengono suggerite combinazioni di calorie e prodotti da consumare in modo da mantenere in salute l'uomo e il Pianeta.

In Italia, in teoria, non saremmo lontani da questo obbiettivo: la tradizionale dieta mediterranea è un esempio di alimentazione salutare, ecologica e anche con forti legami culturali, tanto che l'Unesco l'ha riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale.

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Un gruppo di ricercatori dell'Università di Napoli ha dunque deciso di analizzare le attuali abitudini alimentari degli italiani per vedere quanto si siano allontanate dalla dieta mediterranea, quanto siano distanti dai suggerimenti proposti dall'Eat-Lancet Commission, quanto contribuiscano allo squilibrio del carbonio.

"I dati mostrano che nel periodo di osservazione (2000-2017, ndr) l'assunzione generale di grassi, proteine e carboidrati è rimasta simile. Si sono però modificate le proporzioni. C'è stata una positiva riduzione di cibo di origine animale e in particolare i grassi come il burro sono scesi del 58%, la carne del 32%. Purtroppo sono calati anche frutta, patate e verdure, del 20, 15, 13%. Diminuisce anche il consumo di latte (meno 14%) e olio (meno 11%)" dice Marilena Vitale, ricercatrice del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, una delle autrici. 

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"Stiamo ancora seguendo la dieta mediterranea ma siamo lontani dall'originale. Gli alimenti di origine vegetale infatti sono calati, perché la gente preferisce carboidrati raffinati e zuccheri. C'è anche un incremento dei grassi di tipo tropicale, come olio di palma e, in forma ridotta, di cocco. La situazione è positiva, ma Eat-Lancet prevede che la carne venga ridotta di oltre il 50%", dice Annalisa Giosuè, un'altra delle autrici Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia dell'Università di Napoli.
 

Per rispettare i consigli dovremmo raddoppiare il consumo di legumi e frutta secca, e in generale evitare tutti i prodotti di origine animale, dalla carne, a latte e formaggi, alle uova. Se seguissimo questi suggerimenti, oltre a stare meglio, potremmo ridurre le emissioni del 50%.

"Modificando il nostro modo di mangiare arriveremmo a risparmiare 725 kg a testa di anidride carbonica, ovvero come percorrere in automobile un viaggio di 4 mila chilometri", spiega Giosuè. Il solo calo della carne rossa taglierebbe del 31% le emissioni. 

 

Tra i vari fattori analizzati ci sono anche quelli relativi allo spreco. Si butta via il 45% della frutta e della verdura, il 35% dei cereali, il 20% delle carni.

 

"La dieta del passato andava bene anche perché si basava su una produzione locale, con basso scarto. Oggi sebbene cerchiamo di applicarla, facciamo fatica a trovare prodotti locali e spesso non seguiamo la stagionalità, andando a comperare verdure surgelate che corrispondono a un alta produzione di energia", spiega Vitale. "Il consumatore, quando viene lasciato libero, punta a un introito calorico giornaliero senza necessariamente bilanciare i macronutrienti e sempre più spesso sceglie prodotti altamente calorici ma poco nutrienti. La carne viene rimpiazzata non con proteine, ma con grassi, carboidrati e zuccheri. Eppure proprio per la nostra tradizione noi siamo in una posizione di vantaggio. Abbiamo la fortuna di non doverci sottoporre a rinunce o a drastici sforzi, si tratta solo di fare qualche sostituzione e dovremmo essere proprio noi i primi a farlo e diventare un esempio per tutto il mondo", dice Giosuè.

Riassumendo, in Italia ci troviamo nella fortunata circostanza di poter avere una dieta salutare per noi e il Pianeta. Dovremmo solo ridurre  ulteriormente la carne e gli zuccheri, aumentare frutta, verdura, legumi e frutta secca, moderare il pesce e assortire tutti gli elementi senza esagerare con nessuno.

 

Oltre a fare male alla Terra, una dieta sbagliata può anche danneggiare il nostro organismo. Le scelte alimentari sono infatti strettamente associate a patologie come cancro, problemi cardiovascolari, diabete e rappresentano la prima causa di morte prematura. Secondo uno studio pubblicato su Lancet a livello mondiale la dieta ha provocato nel 2017 11 milioni di morti. Il Paese con il tasso più alto è l'Uzbekistan, il più basso Israele. A livello globale il consumo di cibo sano e nutriente è sotto ogni linea guida. Alcune regioni che  raggiungono livelli ottimali per alcuni alimenti, come le verdure in Asia o i legumi nei Caraibi e in Africa, sono però carenti in altri.