I protagonisti

Xandru Cassar: "Migranti climatici e mare a rischio: ci vuole ambizione per correre ai ripari"

Xandru Cassar, 19 anni, Malta 
A 19 anni ha partecipato al Youth4Climate per chiedere ai governi un impegno maggiore contro il riscaldamento globale. E da Malta racconta le emergenze da affrontare, nella sua isola come nel resto del mondo
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Malta, come tutte le nazioni insulari è fortemente esposta ai cambiamenti climatici. Per questa ragione non sono mancate le applicazioni provenienti da questo stato così vicino all'Italia. Ad essere scelto è stato un giovanissimo, Xandru Cassar, 19 anni del paese di San Gwann, parla già come un vero esperto, anche se con molta modestia. "Non sono nato propriamente come attivista per il clima", commenta. "Da poco ho concluso il mio percorso di formazione secondaria presso una scuola di gesuiti dove ho imparato moltissimo sul tema della giustizia sociale. Inizialmente mi sono occupato di migrazioni. La questione climatica è arrivata di conseguenza - visto il legame con le migrazioni. È problema talmente imponente ed imminente, forse il più grande che ora dobbiamo affrontare, per cui non è possibile trascurarlo. Inoltre è un tema che si lega con il percorso di studi che ho da poco intrapreso, la laurea in economia agraria all'università di Edimburgo. Qui ho appreso la una correlazione strettissima tra crisi climatica e sistema agroalimentare. E proprio il sistema alimentare è alla base della vita e del benessere di tutti".



Quali sono gli effetti del cambiamento climatico che i maltesi stanno affrontando?

"Malta è una piccola isola, il che vuol dire che in un futuro non troppo lontano dovremo affrontare l'innalzamento del livello del mare e la sua acidificazione. Ma già oggi stiamo assistendo ad impatti sulla fauna: l'invasione di specie aliene tropicali sta alterando l'equilibrio ecosistemico preesistente, danneggiando i coralli e le altre specie autoctone, e sta comportando grosse perdite nel settore della pesca."


La politica frena sempre.

"C'è mancanza di ambizione. Se da una parte le organizzazioni e i giovani stanno facendo molto lavoro, dall'altra ancora non c'è stato un reale cambiamento nell'atteggiamento e nell'interesse di molte persone nei confronti del tema climatico. Nell'ultimo anno, però, le persone hanno iniziato ad essere maggiormente consapevoli della gravità della situazione: non solo hanno risentito del caldo eccessivo e della riduzione delle precipitazioni, ma si sono rese conto che anche l'agricoltura è stata fortemente danneggiata e che, di conseguenza, tutta la loro vita quotidiana sta venendo influenzata dalle variazioni del clima. Però il cambiamento sistemico e sistematico di cui abbiamo bisogno è ancora lontano dal concretizzarsi."


Cosa ti aspetti dai negoziati sul clima?


"Prima di tutto mi aspetto molta ambizione. Mi aspetto di confrontarmi con grandi idee, idee pienamente consapevoli e realistiche di cosa dobbiamo fare per il Pianeta e per l'umanità. Ed abbiamo bisogno di sottolineare con forza la necessità di agire ora. Vorrei che eventi come questi diventassero la norma. Inoltre sarebbe bello che sempre più giovani vengano coinvolti e integrati in modo più sistemico nei processi decisionali. Perché, come molti sanno, le conseguenze di questi cambiamenti le vivremo direttamente sulla nostra pelle."

(Si ringrazia Italian Climate Network per la realizzazione dell’intervista)