Lugana, Ribolla e Nebbiolo: l'ascesa dei vini regionali nella grande distribuzione

Nell'ultimo anno c'è stato un exploit di vendite delle etichette locali. E nei primi quattro mesi del 2021, boom dei prodotti di Molise, Liguria, Sardegna, Sicilia e Puglia. Virgilio Romano dell'Iri che ha svolto uno studio per Veronafiere: "La gente è sempre più curiosa e sceglie al di là del prezzo". Ecco le classifiche 
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Forte crescita degli spumanti, Prosecco in testa. Con un exploit dei vini regionali nell'ultimo anno, da maggio 2020 ad aprile 2021 in supermercati, ipermercati e minimarket. E una certezza: gli italiani sono sempre più curiosi di assaggiare cose nuove e cercano etichette che non fanno parte della routine del consumo. E la scelta prescinde dal prezzo. E' il quadro emerge da una ricerca dell'Iri per Veronafiere - all'interno di un programma di incontri virtuali di avvicinamento al Vinitaly Special Edition che si terrà dal 17 al 19 ottobre a Verona - che evidenzia la crescita delle vendite di vini della grande distribuzione. 

La classifica

Al primo posto troviamo il Lugana, vino simbolo di gusto e leggerezza, che negli ultimi anni ha visto crescere l'interesse di produttori (per dirne una, Allegrini ha investito in zona acquistando vigneti) e dei consumatori (trainati dai turismo tedesco). Ma la cosa che fa riflettere è che le vendite di questo vino hanno registrato un più 50% nell'ultimo anno, come fatturato alla vendita. Al secondo posto c'è la Ribolla (+42%), terzo posto, ma sempre sul podio, il Nebbiolo (+28%). A seguire, Passerina (quarta), Sagrantino (quinto), Greco di Tufo (sesto), Amarone (il big si piazza al settimo posto nella crescita), Valpolicella Ripasso (ottavo) , Fiano (nono), Sauvignon (decimo), Primitivo (unidicesimo) e fine il  Grecanico (con un  più 22% come fatturato alla vendita). "C'è voglia di provare a bere vini diversi da solito - commeta per ilGusto.it Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI (che opera  nei Big Data) - Le persone vogliono provare a testare cose nuove, che arrivano da altre regioni: in pratica si esce dalla tradizione". Merito dei prezzi buoni? Risponde Romano: "Il prezzo ha un ruolo come sempre negli acquisiti, ma in questo caso è trasversale, quindi neutro ai fini della scelta. Le persone scelgono cose nuove a presciendere da quanto costano. Non è dunque il prezzo la molla che spinge il consumatore".

Il riscatto delle "piccole" regioni

Un altro dato interessante riguarda i primi quattro mesi di quest'anno: alcune regioni, pur non avendo grandi dimensioni e focus blasonati nel vino, da gennaio ad aprile hanno mostrato una crescita rilevante: stiamo parlando - primi cinque posti in termini di aumenti di vendite - di Molise, Liguria, Sardegna, Sicilia e Puglia per quanto riguarda Doc e Docg; Ligura, Sardegna, Friuli, Venezia Giulia e Marche come Igt.   

Cambiano i consumi

Il trend di crescita dei vini regionali nel corso dell'ultimo anno e mezzo è confermato e spinge le insegne distributive a seguire sempre più i gusti e le preferenze dei consumatori. Si prevede, dunque, che lo scaffale vino nei supermercati sarà sempre più un mix formato da uno zoccolo duro di vini che non possono mancare e da una quota di novità spinta proprio dai trend locali. "La grande distribuzione deve prepararsi ad un atterraggio morbido, perché le vendite record nel periodo pandemico tenderanno a normalizzarsi con la riapertura del canale Horeca", ha aggiunto Virgilio Romano. "La Gdo - ha continuato - dovrà lavorare per conservare e migliorare le novità emerse nell'ultimo anno e mezzo. Il 2021 sarà probabilmente un anno di transizione verso il vero ritorno alla normalità, con le vendite che potrebbero rimanere a un buon livello, sempre che cantine e distribuzione sappiano massimizzare le opportunità derivanti dalle novità emerse nell'ultimo anno, e-commerce e regionalismi". 

I dati della Grande distribuzione

Parlando in generale, le vendite nella grande distribuzione  che nel primo quadrimestre del 2021 sono aumentate di 22 milioni di litri, per un valore di 180 milioni di euro, con una crescita a volume (numero di litri) dell'8,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e, a valore (fatturato), del 20%. Va precisato che nel primo quadrimestre del 2020 i mesi di lockdown erano stati due, rispetto ai quattro del 2021, e che le bollicine allora avevano subìto un forte calo, dovuto anche al clima di preoccupazione per l'avvento della pandemia. I vini che nel 2021 hanno fatto registrare buone performance sono quelli a denominazione d'origine, con spunti notevoli per i vini regionali, mentre nel campo delle bollicine il campione è sempre il Prosecco.

E-commerce

Da sottolineare il balzo a tre cifre che l'e-commerce ha realizzato nel periodo della pandemia, passando da una forma di acquisto considerata elitaria e con un parco di utenti circoscritto ad una valutata da molti come necessaria e comoda.