Torna il rito del caffè al bancone: ne sentiva la mancanza il 60% degli italiani

La tazzina "Ripartiamo" disegnata da Matteo Attruia per illy 
Dal primo giugno si può di nuovo consumare all'interno del bar, anche in piedi. E illy festeggia regalando per un giorno l'espresso in oltre 3.000 locali sparsi in tutte le regioni
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Prendere un caffè al bar ci è mancato tantissimo. Non il caffè in quanto tale, visto che a casa ne abbiamo bevuto in abbondanza e che i baristi lo potevano preparare “a portar via”. Insomma: non ci è mancato il caffè del bar, ma proprio il caffè “al” bar, al bancone, quello meraviglioso da bere al volo, quasi bruciandosi le labbra e la lingua, quella piccola scossa di energia, il sorso di adrenalina che dava la spinta prima di entrare in ufficio, lo sprint consolatorio tra un impegno e un altro, quello per sugellare sia pure in un minuto la chiacchiera col collega per poi rimettersi alla scrivania.

Durante il primo lockdown e poi in seguito, quando si poteva solo ritirare il bicchierino di carta o di plastica (che tristezza) col caffè da consumare fuori, fino a questo 31 maggio, il piacere dell’espresso al bancone è stato solo un desiderio da reprimere.

Secondo un recente sondaggio di AstraRicerche per conto del Consorzio Promozione Caffè, durante il periodo delle restrizioni causate dal Covid-19 oltre il 60% degli italiani ha sentito la mancanza dell’esperienza al bar. La ricerca, “Gli italiani e il caffè”, ha confermato l’amore per questa bevanda: 4 su 10 bevono da 2 a 3 tazzine al giorno e altrettanti ne consumano 3 o 4. Certo, la pandemia ha fatto crescere il numero di quelli bevuti in modalità casalinga, come conferma Massimiliano Pogliani, amministratore delegato di illycaffè (l’azienda ha registrato un +30% da supermercato e un +40% da vendite online per consumo domestico) ma non ha incrinato l’amore per il piccolo lusso dell’espresso al bar.

Infatti, un altro motivo per odiare il virus è che l’isolamento forzato ha tolto agli italiani una parte importante della loro quotidianità, un rito di cui sei persone su dieci confessa di avere nostalgia. In particolare, come sottolinea Patrick Hoffer, Presidente del Consorzio Promozione Caffè, è mancata una piacevole routine dell’inizio della giornata, l’incontro con gli amici e il gusto del caffè preparato dal barista di fiducia. Oltre il 65% dei lavoratori e degli studenti, poi, ha sofferto anche l’assenza della pausa caffè nel luogo di lavoro o di studio.

Ben venga allora il ritorno a quel consumo rituale di fronte al barista indaffarato. Un’abitudine tutta italiana che solo da poco si è diffusa anche all’estero, grazie alla cultura dell’espresso: corto, da bere in un sorso, era fino a pochi anni fa un modo sconosciuto all’estero per consumare il caffè. Basta pensare alle dimensioni delle tazze per capirlo. Mentre per gli stranieri è una bevanda di socialità, che, bollente e lunga, richiede molto tempo, seduti a un tavolino, paradossalmente nel Paese più conviviale del mondo, può essere un momento solitario e frettoloso: ristretto, scossa di energia, sorso corroborante. Va giù in un minuto ed è un piccolo rituale per concedersi un momento di relax. Lo si faceva quasi distrattamente: “un caffè per favore”. Tra l’ingresso nel locale, la richiesta ad alta voce rivolta al barista mentre si fa lo scontrino e la bevuta, il tutto non richiede più di tre minuti. Si fa al bar della stazione mentre il treno arriva, all’aeroporto prima che aprano il gate, sotto l’ufficio prima di passare il badge.

Dal primo giugno tutto questo, in parte può ricominciare. Si può prendere finalmente il caffè al bancone. Non ancora gomito-a-gomito, ma è già un inizio. Importante non solo per gli amanti della tazzina, ma per tutto il settore. I dati Fipe ci raccontano di un comparto in grande difficoltà, con quasi 50 mila bar e ristoranti a rischio fallimento (oltre 20mila attività sono cessate nel 2020), con perdite stimate a 34 miliardi di euro e 350 mila posti di lavoro in gioco.

Benvenuto allora a questo nuovo inizio, che un’azienda storica del caffè ha scelto di festeggiare con uno speciale omaggio: negli illy Caffè e in tutti i bar partner aderenti all’iniziativa, il 1° giugno, grazie all’iniziativa RipARTiAMO, l’espresso sarà offerto in tutta Italia agli avventori del bar. Negli oltre 3 mila bar aderenti in tutta Italia, da Nord a Sud, c’è un caffè che aspetta gli appassionati in vena di celebrare il ritorno all’aromatico rito quotidiano.

«Vi sono delle giornate simboliche nella vita e nelle attività di ciascuno di noi: confidiamo che questo 1° giugno 2021 lo sarà» è l’augurio di Pogliani, che lancia un messaggio di fiducia al futuro e alle persone che «si ritrovano ogni giorno davanti a una tazzina di caffè». Inoltre, la voglia di normalità passa anche attraverso il messaggio dell’artista Matteo Attruia che ha disegnato una speciale tazzina RipARTiAMO, un oggetto che attraverso l’arte, scrive la bellezza della tradizione bar e del caffè. Basta plastica e cartoncino, viva il ritorno della ceramica per la tazzina che sarà utilizzata per servire il caffè nei bar Illy aderenti (e per la gioia dei collezionisti sarà disponibile a partire dal 1° giugno negli illy Caffè e Illy shop). «Oltre all’estetica - conclude l’ad illy - con una vera tazzina l’esperienza organolettica si completa per apprezzare a pieno gusto, aroma e giusta temperatura».