L'Oltrepò Pavese da scoprire in bici: nel cestino Pinot Nero e salumi del Tizzo

I cinque consigli di Ottavia Giorgi di Vistarino, proprietaria dell'omonima storica tenuta da 800 ettari: "Pedalate fra le vigne ma non solo: visitate castello di Zavattarello ed esplorate la Via del Sale". La zona ai piedi dell'Appennino è fra le preferite dagli amanti delle due ruote
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Le colline dell’Oltrepò Pavese sono un gioiello, una terra a forma di grappolo, estremo lembo di Lombardia, incastonato tra Piemonte, Liguria ed Emilia. Da oggi c’è un modo in più per scoprire queste meravigliose colline, con una gita che è un mix tra enologia, gusto gourmet e attività sportiva, ovvero l”aperibike” fra le vigne, ai piedi dell'Appennino. Un modo per fare sport riempiendosi la vista della bellezza rigogliosa delle viti di Pinot Nero, ma senza dimenticare di portare con sé un cestino ricco di leccornie dal vino ai salumi, che il territorio offre. Le bellezza dei vigneti e la piacevolezza de i vini valgono alla zona il soprannome di Borgogna italiana: basti dire che la coltivazione di Pinot Nero si colloca al terzo posto in Europa per diffusione con 3000 ettari vitati. Clima fresco grazie alla protezione degli Appennini ed eterogeneità dei suoli rendono la zona un habitat ideale per l'uva francese, arrivata in Oltrepò a metò Ottocento. E che spettacolo perlustrare le vigne in bici. 

C'è l'imbarazzo della scelta nel pedalare alla ricerca del sentiero ideale. C'è la Greenway Voghera Varzi, percorso di 38 chilometri, lungo il torrente Staffora: campi, vigneti e boschi fino a Salice Terme. C'è la via che porta a verso Zavattarello per i più allenati, in un saliscendi di meraviglie, circondati dal verde. per chi ama i tratti collinari, si consiglia la strada di Codevilla: via la ciclabile per arrampicarsi sui pendii dell’Oltrepò, disegnando con le ruote un anello di circa 40 chilometri. E per i più audaci, ecco stagliarsi il Passo Penice: attenzione qui la salita è di circa 15 chilometri con un dislivello di circa 700 metri, ma la vista non ha prezzo.

Se invece lo scopo è fare una pedalata più soft per godere dei paesaggi abbinando una visita in cantina, sta crescendo il numero delle aziende che si sono attrezzate per offrire ai wine lover un'esperienza completa anche di gita in bike. 

Punta sulle escursioni in bici la cantina Conte Vistarino, forte di una proprietà vastissima: all’interno della sua sconfinata tenuta storica, 800 ettari in tutto, a Villa Fornace (PV), si assiste a un gradevole alternarsi di boschi e vigneti, la maggior parte dedicata al Pinot Nero, tra i 300 ed i 450 metri di altezza. E' la stessa Ottavia Giorgi di Vistarino a consigliare itinerari unici per godere delle gioie che può offrire la zona: una visita al castello di Zavattarello; un’escursione lungo la “Via del Sale”, usata sin dal Medioevo da mercanti e contadini che percorrevano queste mulattiere per portare le loro merci in Liguria e viceversa; una passeggiata per ammirare e “annusare” le distese di lavanda che ogni anno, tra i mesi giugno e luglio, sono coltivate tra queste colline; un piatto di Bata Lavar, l’agnolotto tipico, che pesa 35 grammi ed è così grosso che “batte sulle labbra”; una seduta alle terme, con una notte di riposo alla Locanda di Calvignano.

Ottavia Giorgi di Vistarino 

Un’e-bike, una tovaglia, due calici, una bottiglia e un cestino di prelibatezze per accompagnarla. Alla partenza, presso l'Enoteca, si può scegliere la declinazione preferita di Pinot Nero tra il rosato Maria Novella, il Metodo Classico Saignée della Rocca, il Pinot Nero Costa del Nero e Saint Valier, Pinot Nero vinificato in bianco.

Il cestino è in realtà una cassetta di legno, dove di solito trovano posto le bottiglie di vino, agganciata alla bicicletta elettrica. Dentro ci sono i sapori dell’Oltrepò: i salumi del Tizzo, i prelibati formaggi di Boscasso, e poi pane e grissini del Panificio Casa Monache e anche un assaggio di olio evo di Tenuta di Roscetti.

Una delle passioni che si sta più diffondendo fra i wine lover sono le escursioni in bici fra le vigne  

Quattro sono i percorsi consigliati ed evidenziati su una mappa, ma “perdersi” tra queste colline sarà bellissimo – 800 ettari, di cui 200 vitati, con 40 chilometri di strade interne - e sarà semplice tornare “a casa”, data la grande affidabilità e potenza delle bici a pedalata assistita messe a disposizione dalla cantina. Una volta goduto l’aperitivo ed ammirato il tramonto sullo sfondo delle ripide colline dell’Oltrepò, si potrà continuare l’esplorazione del territorio a tavola. L’esperienza aperi-bike di Conte Vistarino è disponibile su prenotazione sul sito www.contevistarino.it, per almeno due persone.

La cantina – con la sua caratteristica scala a forma di “cavatappo” - è quindi punto di partenza e di arrivo, ma anche luogo dove prendono vita tutti i vini dell’azienda. Gli alfieri sono tutti espressioni di Pinot Nero. Da una parte ci sono Pernice, Bertone e Tavernetto, che interpretano la vocazione di Conte Vistarino ai cru; dall’altra un Metodo Classico Oltrepò Pavese Doc di grande spessore e storia: il 1865. Del resto nel nostro Paese è proprio in Oltrepò che si ottengono fra le migliori espressioni di questo vitigno della Borgogna, che si può trovare vinificato in rosso ma anche bianco, spumantizzato e non. 

Non solo Pinot Nero. La gamma Conte Vistarino conta ogni anno circa 400.000 bottiglie. Accanto al vitigno francese, trovano spazio anche espressioni sia di Riesling Renano e Pinot Grigio, sia di varietà storiche dell’Oltrepò come la vivace Croatina da degustare nella sua veste classica di Bonarda o in quella del tipico Sangue di Giuda Doc.

Dei tre crus Pernice è una delle massime espressioni dell’azienda. Il vigneto dove prende forma questo Doc si estende per 3,5 ettari in prossimità dell’omonima cascina a 400 metri di altezza. Esposto a mezzogiorno gode di una vista magnifica sulle colline circostanti. Il terreno è calcareo, con presenza di argilla, sabbia e pietrisco. Luigi Veronelli nel 1961 scrisse in Vini d’Italia del “Pinot eccellente della località Pernice, in Comune di Rocca de’ Giorgi, dal bel colore rubino chiaro e dall’intenso bouquet”. Ma l’eccellenza si trova anche nello spumante Metodo Classico 1865, chiamato così perché il 1865 è la data della prima produzione di Pinot Nero Metodo Classico da parte del Conte Augusto Vistarino. Pinot Nero 100% cresciuto nei vigneti nella Tenuta di Rocca de’ Giorgi, fermenta 48 mesi in bottiglia prima della sboccatura.