Verso le Paralimpiadi: i segreti a tavola di Bebe Vio, Simone Barlaam e Carlotta Gilli

Bebe Vio su Instagram 
La schermitrice, che sarà portabandiera italiana, prima di partire si concede l'ultimo piatto di carbonara. I due nuotatori? Non riescono a rinunciare a pasta al pomodoro, cioccolata e polpette (della nonna)
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TOKYO. Un ultimo piatto di carbonara e si parte per Tokyo. Dopo la scorpacciata di medaglie olimpiche, tocca agli atleti azzurri impegnati nell’imminente Paralimpiade (24 agosto-5 settembre) non essere da meno e una dei due portabandiera italiani (dividerà l’onore col nuotatore Federico Morlacchi) nella prossima cerimonia d’apertura, Bebe Vio, non si è fatta mancare uno dei suoi sfizi culinari preferiti prima di volare in Giappone. Al termine del collegiale di Sendai con il resto della squadra di scherma, in programma in questi giorni, la fuoriclase veneta si trasferirà a Tokyo per cominciare la sua seconda avventura paralimpica dopo quella trionfale di Rio 2016 che la vide infilzare un oro individuale e un bronzo a squadre nel fioretto femminile.

Insieme agli schermidori sono partiti anche i nuotatori e tra i più attesi c’è lo squalo Simone Barlaam, pluriprimatista mondiale a dispetto della giovane età (21 anni), pronto a fare un esordio da urlo alla Paralimpiade. «Non vedo l’ora di provare l’autentica cucina giapponese al Villaggio degli atleti, perché sicuramente sarà diversa da quella che mangio in Italia quando vado al ristorante - spiega il nuotatore meneghino -. Sicuramente mi mancheranno i nostri piatti tipici, a me basta una pasta al pomodoro e sono contento, perché sono dell’opinione che la qualità si vede dalla semplicità».

Simone Barlaam 
Tra le corsie dell’Aquatics Centre è pronta a tuffarsi anche Carlotta Gilli, altra stella della Nazionale azzurra di nuoto che si presenta alla Paralimpiade di Tokyo con l’intenzione di raccogliere una cascata di medaglie. Sono tanti i sacrifici a tavola per inseguire il sogno di salire sul podio di Tokyo. «Per noi atleti è fondamentale affidarsi a un nutrizionista perché il cibo è il nostro carburante e bisogna mangiare le cose giuste nel momento giusto della giornata - spiega la ventenne moncalierese delle Fiamme Oro e della Rari Nantes Torino -. Dallo scorso anno sono seguita da Diego Cuttica, con il quale mi trovo davvero bene. Mi viene molto incontro sui cibi che mi piacciono e non mi obbliga a mangiare quello che non mi piace. Sono contenta del percorso che stiamo facendo insieme e mi fido di quello che ci dice».

Qualche vizio però se lo concede anche la campionessa piemontese: «Sono veramente molto golosa e faccio fatica a rinunciare ai dolci, soprattutto alla cioccolata. Per fortuna, nel weekend abbiamo un po’ più di liberta per cui si può sgarrare un po’, sempre senza esagerare. A Tokyo non so ancora che cosa ci aspetta, ma di sicuro mi mancheranno le polpette di mia nonna che sono qualcosa di esagerato».