Il gran caldo anticipa la vendemmia (quasi ovunque). Gli esperti: "Sarà una buona annata in tutta Italia"

Coldiretti prevede però una produzione in calo del 5-10% a livello nazionale, per un quantitativo compreso tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri. Ecco come sta andando in Piemonte, Sicilia, Umbria, Toscana e Veneto
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In anticipo al Sud, in leggero ritardo al Centro e al Nord. Ma per tutti una buona annata, nonostante le gelate di aprile e le grandinate di luglio. Così sono le previsioni per la vendemmia 2021, già iniziata in molte regioni e pronta a entrare nel vivo un po’ ovunque in queste settimane, complice anche il gran caldo degli ultimi giorni.

«La situazione del vigneto al momento è buona - dicono le stime di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini -. La fioritura iniziata in ritardo al Centro-Nord determinerà una raccolta posticipata di circa una settimana, mentre il danno determinato delle gelate pasquali, solo parzialmente rientrato, influirà sulla raccolta pur con importanti differenze tra zone e vigneti». Sul piano qualitativo, cita il report, la situazione è generalmente positiva, con livelli di anomalie legate alle piogge (in alcune zone scarse, in altre trasformate in grandine) a oggi ancora circoscritte, mentre le gelate hanno arrecato danni nelle regioni del Nord Italia, Toscana, Sardegna, Umbria e sul versante Adriatico fino al Foggiano.

In attesa delle stime ufficiali, Coldiretti prevede una produzione in calo del 5-10% a livello nazionale, per un quantitativo compreso tra i 44 e i 47 milioni di ettolitri (nel 2020 la produzione complessiva era stata di 46,6 milioni di ettolitri). Sebbene molto dipenderà dall’andamento climatico di agosto, settembre e ottobre, con questi numeri anche quest’anno l’Italia si confermerà il primo produttore mondiale di vino, mentre per il secondo posto si prospetta una sfida tra Francia e Spagna che hanno subìto un maggiore contenimento dei raccolti, anche se più marcato Oltralpe.

Dunque, una buona annata è alle porte. Lasciato alle spalle un 2020 complicato, i produttori guardano con ottimismo alla nuova raccolta, forti anche del positivo andamento dei mercati nei primi sette mesi dell’anno, che hanno evidenziato un incremento sostanziale delle vendite e un ritorno per molti ai livelli precrisi.

«Noi viaggiamo in terreno positivo rispetto al 2019 - conferma da Montefalco Marco Caprai, pioniere del Sagrantino che più di 30 anni fa ha avviato la "rivoluzione enologica" dell’Umbria -. Il balzo nelle vendite c’è stato, tutti i mercati che hanno sfruttato il 2020 per svuotare i magazzini hanno finalmente ripreso a fare ordini». Per quanto riguarda la vendemmia, dice Caprai, «le uve sono molto belle e sane. La gelata di primavera e la successiva siccità hanno determinato una riduzione delle rese stimabile tra il 5 e il 10% rispetto al 2020, che fu un’annata già scarsa. Speriamo che le perturbazioni in arrivo portino un po’ di refrigerio. La scorsa settimana abbiamo iniziato a raccogliere il pinot nero, ora proseguiremo con lo chardonnay, ma il grosso del raccolto nei nostri 200 ettari di vigneto avverrà dal 10 settembre».

In Sicilia, complice l’ondata di gran caldo, la vendemmia è iniziata con circa una settimana di anticipo. «Le temperature degli ultimi giorni hanno dato una accelerata alla maturazione delle uve - spiega Antonio Rallo, alla guida del marchio Donnafugata -. A Contessa Entellina abbiamo già raccolto le uve base spumante e siamo nel pieno della raccolta dello chardonnay, ma la vendemmia è partita anche a Pantelleria. In annate normali, la raccolta da una parte all’altra della Sicilia ci impegna per ben 100 giorni, forse quest’anno termineremo un po’ prima, con le uve dell’Etna al sicuro in cantina a metà ottobre. Finora la qualità è ottima e le rese non sono abbondanti anche se leggermente superiori rispetto al 2020: la media sarà di 38 ettolitri a ettaro, contro i 35 ettolitri dell’anno scorso».

Anche per Giuseppe Bursi, presidente di Cantine Settesoli (colosso della cooperazione con 2mila soci a Menfi e nelle province di Agrigento, Trapani e Palermo, per un totale di quasi 6mila ettari di superficie vitata) e vicepresidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, «le premesse per un’ottima annata ci sono sicuramente. Le uve sono di buona qualità e l’andamento climatico nei mesi passati è stato favorevole affinché la vendemmia 2021 sia più che positiva».

Da Sud a Nord, in Piemonte la raccolta è ai blocchi di partenza con il pinot nero base spumante e rosé, mentre per il moscato si dovrà attendere intorno al 10 settembre. «Questa volta non c’è fretta di entrare in vigna - dice Giorgio Rivetti, alla guida delle cantine Contratto e La Spinetta -. Siamo di fronte a un’annata molto equilibrata e promettente, le uve sono tutte belle, dal moscato al nebbiolo che fa già presagire grande complessità e mineralità». Problemi con il reperimento di lavoratori stagionali? «In primavera, complice il Covid, è stato un po’ complesso trovare manodopera, ora invece la situazione si sta normalizzando. Ma il problema resta, anche perché molti lavoratori macedoni hanno iniziato a preferire la Germania: è necessario un salto in avanti di tutto il comparto, con contratti più stabili e garanzie migliori. Abbiamo le risorse per farlo, è anche questione di mentalità».

Vendemmia posticipata e di alta qualità anche nel Veneto, dove la quantità va controtendenza e si assesta nella media degli ultimi anni. La raccolta del pinot grigio è ormai avviata, mentre la glera per la produzione di Prosecco dovrà attendere ancora un paio di settimane. «Nell’area del Prosecco Superiore lo stato vegetazionale dei vigneti è in ritardo di 12 giorni» dicono i tecnici del Consorzio. «In generale, la partenza del ciclo vegetativo nell’aera orientale è avvenuta in ritardo rispetto allo scorso anno».

Anche in Toscana, «l’annata sta andando benissimo e le viti sono in perfetta forma». A dirlo è Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. «I danni delle gelate sono stati contenuti, perché buona parte delle gemme erano ancora dormienti e per le altre ci siamo affidati ad una seconda germogliazione.  L’uva c’è, con un -10% sullo scorso anno, ma questo influirà positivamente sulla qualità».