New York come Italia e Francia: è la prima metropoli Usa a introdurre il green pass

La richiesta del green pass in un locale di New York (@Reuters) 
Da oggi il certificato viene richiesto per sedersi all'interno dei ristoranti. Simili regole sono in via di introduzione a New Orleans, San Francisco e Los Angeles. Multe di mille dollari per chi non le rispetta. Paris de Il Buco: "A settembre licenzieremo i dipendenti non vaccinati. Perderemo alcuni clienti? Sì, ma bisogna scegliere da che parte stare"
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NEW YORK. New York fa da apripista e diventa la prima grande città americana a seguire l’esempio di Francia e Italia introducendo l’obbligo del pass vaccinale per l’ingresso nei ristoranti al chiuso (e negli altri luoghi all’interno come palestre, cinema e teatri). A partire da oggi, per contrastare la diffusione della variante Delta, la Grande Mela richiede che sia stata effettuata almeno una dose di vaccino, e dopo alcune settimane di transizione, dal 13 settembre, la norma inizierà ad essere applicata in maniera rigida: se i ristoratori non la faranno rispettare, potranno essere costretti a pagare una multa di mille dollari.

Simili regole sono in via di introduzione pure a New Orleans e San Francisco, e Los Angeles sta considerando di seguire l’esempio. Se da un lato si tratta di disposizioni che rappresentano una sfida per i gestori, poiché per controllare il pass dei clienti potrebbe essere necessario assumere almeno un nuovo dipendente, aumentando i costi, molti di loro si dicono disposti a fare tutto il necessario pur di evitare che i loro locali vengano chiusi di nuovo a causa del covid. E la maggioranza dei newyorkesi (nella metropoli, ad ora, circa il 67,5% degli adulti è completamente vaccinato e il 72,4% ha ricevuto almeno una dose) sembra aver accettato abbastanza bene la richiesta.

“Questo motiverà molte persone a farsi vaccinare, in particolare i giovani”, è il commento del sindaco Bill de Blasio, il quale sottolinea che l’obiettivo è incoraggiare le persone che ancora non si sono immunizzate a farlo, e inoltre permettere ai vaccinati di continuare a condurre una vita normale.

A raccontare a IlGusto il punto di vista dei ristoratori, ma anche come i clienti hanno accolto le nuove regole, è Roberto Paris, wine director de Il Buco, famoso ristorante a Noho, nel cuore di Manhattan. “Il mio gruppo è sempre stato all’avanguardia, sia per la mascherina che per la vaccinazione - spiega -. Noi siamo già al 98% di vaccinati tra i nostri dipendenti, e al 3 settembre chi non si è immunizzato dovrà lasciare il lavoro”. Paris afferma come “prima ancora che la città di New York avesse adottato una norma in proposito, noi abbiamo deciso di applicare questa regola, e abbiamo introdotto la regola del pass vaccinale dal 3 agosto”. Da allora, sottolinea, “abbiamo ricevuto tante dimostrazioni di approvazione, ma anche degli insulti, pur se a Nyc questi ultimi sono per fortuna limitati”. A suo parere, il passaporto vaccinale “non è solo positivo, ma inevitabile: siamo in una situazione in cui se ci ritroviamo con tre dipendenti con il covid si chiude il ristorante, per ordine della stessa istituzione che ancora esita a rendere il vaccino obbligatorio”.

E’ consapevole che la mossa avrà anche dei lati negativi, ma “si deve scegliere il male minore”: “Noi perderemo il 10% di clientela, forse anche il 20%. Ad esempio, dovremmo avere un matrimonio al ristorante con 200 persone, di queste per ora solo 160 sono vaccinate, e probabilmente lo cancelleranno, ma bisogna fare una scelta, e questa è la nostra posizione”. Comunque, “la maggior parte del pubblico a New York mi sembra d’accordo”.