Lische essiccate, teste di pesce alla brace e interiora fritte: la vita segreta degli scarti

Paolo Bissaro, chef del ristorante Augusta di Rimini
 
Le ricette di tre chef romagnoli per una cucina di recupero a base di pescato dell'Adriatico. Parole d’ordine: nulla si spreca. A vincere sono gusto e sostenibilità
3 minuti di lettura

Tutto fa brodetto.

C’è un detto romagnolo che riassume lo spirito di adattamento e l’inventiva dei pescatori di questa porzione dell’Adriatico: “us magna cun quel che us ciapa”, ovvero si mangia con ciò che si pesca. Che però rappresenta anche la grande varietà di pesce che è possibile pescare e quindi mangiare perché l’Adriatico è ricco di cefali, sogliole, gamberetti, sgombri, saraghine, alici, triglie, pesci sciabola e molto altro.

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